L’ex infermiera dona l’eredità al Maggiore

L'entrata dell'ospedale Maggiore (foto Lasorte)

Una donna di 95 anni morta di recente e rimasta senza parenti ha lasciato 600 mila euro al suo vecchio posto di lavoro

TRIESTE Amava il suo mestiere, i suoi colleghi, ma soprattutto il luogo di lavoro, dove si è recata per anni e anni fino alla pensione. A quell’edificio, l’ospedale Maggiore, Maria Bologna, infermiera triestina, ha voluto destinare post mortem i risparmi di una vita. La sua eredità, equivalente a 600 mila euro, una cifra importante, servirà per realizzare molteplici interventi strutturali proprio nel nosocomio sopra largo Barriera.

Il lascito è stato accettato dall’Azienda sanitaria universitaria integrata del capoluogo giuliano poco dopo la scomparsa della benefattrice, avvenuta nel 2017. La sostanziosa cifra andrà a coprire una serie di interventi inseriti recentemente nel piano triennale 2018-2020 per la manutenzione e lo sviluppo del patrimonio delle opere dell’Azienda. Al contempo il programma di lavori generale è stato aggiornato anche con ulteriori specifiche urgenti e la definizione della modalità di utilizzo di altre somme, per un totale di tre milioni di euro, approvate dal direttore generale Adriano Marcolongo.


Le operazioni già finanziate che non vengono coperte dall’eredità di Bologna riguardano interventi emergenti (un milione e 600 mila euro) e degli investimenti edili-impiantistici, acquisizioni di beni tecnologici per i Centri di assistenza primari e la Medicina di gruppo e servizi territoriali (800 mila euro).

Come richiesto dalla benefattrice Maria Bologna invece, morta a 95 anni, i 600 mila euro verranno appunto indirizzati solo all’ospedale Maggiore. La donna, da quel che è emerso, era rimasta vedova e il figlio, gravemente malato, l’aveva lasciata tempo addietro.

È stata dunque la scelta per lei probabilmente più ovvia devolvere tutti i suoi risparmi alla struttura in cui aveva trascorso l’intera vita.

La cospicua somma permette diversi “acquisti”. Verranno innanzitutto comprati ben 450 armadietti per un nuovo spogliatoio (85 mila euro). Si provvederà ad acquistare arredi e attrezzature per la nuova sede immunotrasfusionale (50 mila euro).

E ancora, un’altra serie di arredi e attrezzature per il Centro unico di somministrazione antiblastici (100 mila euro).

Ne beneficerà anche la mensa, che verrà rimodernata grazie a un nuovo mobilio (10 mila euro).

Il progetto più rilevante coinvolgerà invece l’ingresso del nosocomio, che verrà adeguato e ristrutturato.

In tutti i casi i diversi progetti dovrebbero partire già quest’anno. E s’immagina che, una volta conclusi, verrà organizzata un’inaugurazione come si deve per ricordare questa speciale infermiera che si chiamava Maria Bologna. —


 

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi