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Bucarest in piazza contro la corruzione

Scontri con la polizia. Sono 450 i feriti dopo le cariche delle forze dell’ordine. Il presidente Iohannis vuole chiarezza

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(reuters)

BUCAREST Sono più di 450 le persone rimaste ferite e una trentina quelle fermate venerdì sera a Bucarest, nelle proteste contro il governo di sinistra e contro la corruzione che hanno visto in piazza a Bucarest oltre 100 mila persone. Il presidente di centrodestra Klaus Iohannis, in aperto conflitto con la maggioranza, ha fustigato «l’intervento brutale e sproporzionato» delle forze dell’ordiune e chiesto alla procura di aprire un’inchiesta. Secondo fonti ospedaliere, la maggioranza dei feriti è stata curata per aver inalato gas lacrimogeni, mentre altri hanno riportato contusioni. Tra i feriti ci sono circa 30 agenti, 11 dei quali sono stati ricoverati in ospedale.

Oltre 100 mila persone, come detto, tra cui migliaia di espatriati e migliaia di bambini, hanno manifestato in centro nella capitale romena per denunciare la «corruzione del governo». Centinaia di persone hanno tentato di forzare i blocchi della polizia e gli agenti hanno risposto con lacrimogeni e spray urticanti, respingendoli. Lo scorso mese il presidente Klaus Iohannis ha licenziato la procuratrice anticorruzione Laura Codruta Kovesi, che era considerata un simbolo della lotta contro questo tipo di illecito, elogiata da Bruxelles. Con Kovesi alla sua guida, la procura anticorruzione (Dna) ha condotto una repressione della corruzione tra le autorità pubbliche locali e nazionali negli anni recenti, attirando accuse di abuso di potere e la rabbia della classe politica.

Tra i manifestanti a Bucarest c’erano anche un gruppo di Ultras dello Steaua la squadra di calcio della capitale che hanno innescato provocazioni e la violenza. La polizia non ha assolutamente cercato di isolare questo gruppuscolo di provocatori ma ha caricato l’intera folla. A farne le spese anche una troupe della Orf, la Tv di Stato austriaca.

Migliaia di persone hanno manifestato anche in altre città, tra cui Cluj, Sibiu e Timisoara. Circa quattro milioni di romeni vivono all’estero, su una popolazione totale di 20 milioni di persone. Metà degli espatriati vive in Italia e Spagna, secondo i dati ufficiali. L’anno scorso i romeni che vivono all’estero hanno mandato 4,3 miliardi di euro alle loro famiglie in patria, pari a circa il 2,5% del Pil nazionale di quello che è uno dei Paesi più poveri d’Europa.

Eppure allo scoppio degli scontri di venerdì sera a Bucarest i politici della maggioranza di governo hanno detto di non capire perché a protestare sono gli emigranti. Uno di essi, Daniel Ostafi, 42 anni, camionista che 15 anni fa è giunto in Italia per lavorare non ha dubbi: «Me ne sono andato per garantire una vita migliore ai miei figli, cosa che all’epoca qui non era possibile. Le persone che ci governano sono incapaci e corrotte».

E sui social network la protesta annuncia nuove manifestazioni di piazza. —
 

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