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«Ho perso un vero amico. Non ci fosse stato Pierpaolo ora Esof non esisterebbe»

Il grande dolore del presidente della Fit Fantoni per la morte di Ferrante. «Sarà triste continuare senza di lui ma lo dobbiamo alla sua memoria»

Fabio Dorigo

TRIESTE «Con Piepaolo Ferrante mi conoscevo da un po’ di anni. Non tantissimi, visto che io non sono un triestino doc. Tra noi era nato un feeling particolare. Ci siano trovati nelle strategie contrarie al “no se pol” triestino. Senza di lui Esof non ci sarebbe mai stato. L’iniziativa è partita da lui. Ho perso un amico con cui ho percorso un tratto importante di strada e con il quale speravo di farne ancora».

Stefano Fantoni, presidente della Fondazione internazionale Trieste, sperava nel mi ...

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TRIESTE «Con Piepaolo Ferrante mi conoscevo da un po’ di anni. Non tantissimi, visto che io non sono un triestino doc. Tra noi era nato un feeling particolare. Ci siano trovati nelle strategie contrarie al “no se pol” triestino. Senza di lui Esof non ci sarebbe mai stato. L’iniziativa è partita da lui. Ho perso un amico con cui ho percorso un tratto importante di strada e con il quale speravo di farne ancora».

Stefano Fantoni, presidente della Fondazione internazionale Trieste, sperava nel miracolo di rivedere Pierpaolo Ferrante, direttore esecutivo di Esof2020, al lavoro. Ma il manager triestino non ce l’ha fatta a riprendersi dall’infarto che l’aveva colpito pochi giorni dopo la cerimonia di chiusura di Esof2018 a Tolosa del 14 luglio scorso. E ora c’è tutta l’intenzione di proseguire nel solco da lui tracciato.

«Quello in cui abbiamo lavorato assieme sul progetto di Esof2020 è un periodo che mi ricorderò sempre. Un periodo bellissimo. È stata una persona con la quale ho condiviso tante idee. Ho anche bisticciato, ma sempre sorridendo».

E ora che succederà? «Lui ha avuto un ruolo determinante da tecnico. Si è impegnato a realizzare la struttura del Centro congressi. Ha messo tutto sulla strada giusta - continua Fantoni -. Le operazioni che abbiamo cominciato insieme proseguiranno, non ci sarà dunque nessuna transizione, anzi una continuazione verso quelle prospettive che c’eravamo prefissati. Ora bisogna superare la tragedia e sono sicuro che anche lui avrebbe voluto proprio questo. La squadra per Esof2020 c’è ed è un gruppo coeso. Noi continueremo sulle basi poste da Pierpaolo. Mi servirà un aiuto tecnico. Io sono un fisico teorico. Farlo senza di lui sarà molto triste. Ma lo dobbiamo alla sua memoria».