Trieste, Dipiazza dichiara guerra ai sindacati e “straccia” la trattativa sui precari

Dura presa di posizione del sindaco che “scavalca” le rappresentanze rivolgendosi direttamente a dipendenti e cittadini

TRIESTE Vicenda precari, il sindaco Roberto Dipiazza sceglie la linea dura nei confronti dei sindacati e disdice l’incontro previsto per oggi con le sigle. Imbocca la strada della rottura con una procedura atipica, dai toni decisamente e insolitamente forti, rivolgendosi “in diretta” ai dipendenti comunali e ai cittadini, con l’evidente volontà di saltare il corpo intermedio sindacale.

Un’opzione “plebiscitaria”, che si è plasticamente espressa in un comunicato diffuso nel tardo meriggio. La parte più piccante è contenuta nelle ultime tre righe, nelle quali Dipiazza preannuncia che il confronto con i sindacati «sarà ricondotto nei suoi alvei naturali, cioè in delegazione trattante».


In altri termini, a rapportarsi con Cisl-Cgil-Uil-Ugl-Usb saranno il segretario-direttore generale Santi Terranova e la responsabile del personale Manuela Sartore. Dipiazza, dopo le proteste sotto il Comune di giovedì 5 luglio, si era detto disposto a parlare con i sindacati. Le date dell’incontro, stante gli impegni del primo cittadino, sono slittate un paio di volte e questi rimbalzi di appuntamento hanno finito con il provocare qualche risentimento tra le fila sindacali. Non a caso Dipiazza attacca «l’atteggiamento strumentale e manipolatore di alcune sigle sindacali nonostante la totale apertura all’ascolto e al confronto, anche attraverso canali privilegiati di dialogo». E spiega «ai lavoratori e ai cittadini» in che modo l’amministrazione stia conducendo la lotta al precariato.

Si dipana così il programma del Dipiazza 3°, peraltro già esposto dagli assessori Brandi e Lobianco: ovvero l’assunzione di un centinaio di persone mediante la stabilizzazione di tutto il personale educativo (nidi, materne, ricreatori) in possesso dei requisiti al 31 dicembre 2017 e attraverso nuovi concorsi pubblici riservati al 50% al personale che maturerà i requisiti al 31 dicembre.

Non solo: il Comune - prosegue Dipiazza - ha chiesto alla Regione di non calcolare tra i costi del personale le spese per le supplenze, indirà una selezione per supplenze a tempo determinato, adeguate soluzioni interpretative consentiranno di dribblare la “legge Iori” che prevede l’obbligo della laurea nei concorsi. Nell’affidamento dei lavori ausiliari (bambinaie e pulitrici) a realtà esterne - garantisce il sindaco - «faremo pesare l’utilizzo di personale con esperienze di servizio».

Ma questo è il piano che riguarda specificamente il precariato nel settore educativo, settore che - ricordiamo - da solo rappresenta circa il 40% del personale comunale. Perchè Dipiazza riepiloga «un’imponente stagione concorsuale» che, più ampiamente, porterà ad assumere nel giro di un triennio 30 agenti di Polizia locale, 24 impiegati categoria C, 5 ragionieri, 10 funzionari categoria D, 10 geometri, 10 tra architetti e ingegneri. Cui si aggiungeranno una decina di addetti nei servizi sociali e rinforzi ai settori informatici e culturali. Una campagna di reclutamento - puntualizza il sindaco - impostata «con graduatorie aperte a tre anni, superando finalmente ogni principio di precariato».

Si verificherà nella giornata odierna quale sarà la reazione dei sindacati allo scrosciante abbassamento di serranda voluto da Dipiazza, che ha inteso uscire dal perimetro municipale coinvolgendo anche l’opinione pubblica cittadina, in particolare i genitori dei piccoli frequentatori di nidi e materne. Nel comunicato il sindaco giudica l’atteggiamento dei sindacati non tollerabile, perchè impedisce «un confronto costruttivo tra le parti»: si vedrà se la controparte si porrà in una logica di scontro, se si articoleranno differenti posizioni, se entrerà in azione qualche “pontiere” a sbollire i calori stagionali. —


 

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