Trieste, Campo Marzio futuro “hub” per il turismo via rotaia

Il cantiere al Museo ferroviario di Trieste (Lasorte)

Il patto con Rfi e Fondazione Fs riconosce la gestione al team storico di volontari. Sulla stazione-museo faranno rotta treni di visitatori da Fvg, Slovenia e Austria

TRIESTE La stazione di Campo Marzio sta finalmente per rinascere. A sancirlo è la collaborazione rafforzata ieri tra Regione e Fondazione Ferrovie dello Stato, con lo scopo di ristrutturare l’intero scalo e trasformarlo in un polo di respiro internazionale. In tale ottica sempre ieri è stata firmata una convenzione tra Rete ferroviaria italiana, Fondazione Fs e i volontari che negli anni hanno gestito lo spazio espositivo: questi ultimi si sono così visti riconoscere ufficialmente il loro lavoro.



Per la rinascita di Campo Marzio i primi contatti tra Fondazione Fs, Regione Fvg e Comune risalgono al 2016, dopo che per una decina d’anni le sorti dell’ex capolinea Sud della linea Transalpina austroungarica erano rimaste incerte. Inaugurato nel 1906, il terminale di origine asburgica aveva chiuso i battenti nel 1958. Nel 1984 fu adibito a museo, gestito su base volontaria da una sezione del Dopolavoro ferroviario. Nel 2012 fu sollevato dalle cronache nazionali il caso del rischiato sfratto dei volontari, da parte di Trenitalia.



Oggi è finalmente noto il progetto di riqualificazione dell’area: diventerà, negli intenti della Fondazione Fs, un vero e proprio «hub ferroviario», che metterà in comunicazione Trieste con l’intera regione da un lato e l’Europa centro-orientale dall’altro, in testa Slovenia e Austria, tramite una rete di treni turistici. L’opera di ristrutturazione comprenderà il ripristino della copertura vetrata dei binari, nonché l’apertura di un ristorante, di un albergo e di altri esercizi a servizio del turismo. Il completamento dei lavori della prima ala della stazione – quella che si affaccia su via Giulio Cesare – è previsto entro il 2019.

Contestualmente sarà riattivato lo storico treno Rondò di Trieste, un «unicum in Europa, che toccherà le due stazioni della città con un giro tra Carso e Miramare», ha detto il direttore della Fondazione Luigi Francesco Cantamessa in occasione della firma della convenzione con i volontari.


Quando terminerà il restauro del Museo ferroviario di Campo Marzio, avviato esattamente un anno fa, a gestirlo saranno pertanto i volontari che «in tempi non sospetti – ha detto Cantamessa – hanno saputo tenere in vita questo tesoro grazie al loro lavoro». Proprio in funzione della futura gestione del museo ieri, nel Palazzo della Regione è stata così siglata la convenzione tra Rete ferroviaria italiana, Fondazione Fs e l’associazione che sarà ribattezzata “dei volontari della stazione-museo”.

Le firme sono state apposte alla presenza del governatore Massimiliano Fedriga, che ha fatto da garante. L’investimento complessivo su Campo Marzio ammonta a «18 milioni di euro – ha dichiarato Fedriga – di cui cinque sono già stanziati dalla Regione, cinque sono a carico dei privati. Altri otto dovranno essere finanziati dalle istituzioni europee, dal governo e dalle stesse Fs per quella che sarà la prima stazione-museo d’Italia». Fedriga ha evidenziato la portata internazionale del progetto, in virtù della quale si cercherà «un coinvolgimento a livello nazionale ed europeo». Trieste peraltro non è l’unico destinatario degli investimenti in Friuli Venezia Giulia: di recente, per iniziativa della stessa Fondazione Fs, è stata riattivata la storica linea “Pedemontana del Friuli” tra Sacile e Gemona. –


 

Merluzzo al vapore al pomodoro e taggiasche, farro, cime di rapa alle mandorle

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi