In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Trieste, snobbato il park “agevolato” di via Beirut. E fuori è sosta selvaggia: raffica di multe

A mezzogiorno solo 12 stalli occupati su 65. Intanto i “forestieri” si lamentano per lo sconto offerto solo ai residenti

2 minuti di lettura

TRIESTE Sabato, ore 12, sole cocente. Orario di punta per i bagnanti, ma nel parcheggio di via Beirut, a pochi passi dall’accesso ad alcuni stabilimenti balneari in prossimità di Miramare, si contavano solo 12 stalli occupati. Sette di questi ospitavano le auto di residenti, che hanno goduto quindi della tariffa ridotta: 7 euro per l’intera giornata.



Venerdì scorso, prima giornata di introduzione dello sconto, il contenitore ex Sissa oggi gestito da Esatto era vuoto. A utilizzarlo poco, a quanto pare, non sono però solo i bagnanti locali, ma pure i turisti, che anche ieri hanno preferito finire incolonnati in fila lungo la via che porta al Castello di Miramare. Colpa anche della mancanza di segnaletica adeguata a indicare l’opzione di via Beirut per un facile posteggio.

«È comunque un inizio. Una dozzina di automobili – commenta il vicesindaco Paolo Polidori – per essere i primi giorni non mi sembra male: è stata comunque una prima risposta, una prima soluzione al problema». Che quel parcheggio, diventato operativo il 2 luglio, non sia ben segnalato, è già stato riconosciuto anche dal Comune, che punta ora a indicarlo in maniera più consona. Ma il vero paradosso è che ieri molte automobili erano parcheggiate in divieto di sosta proprio davanti al contenitore da 65 stalli.



«L’apertura del parcheggio alle 10.30 ne pregiudica per molti l’utilizzo», fanno notare quanti hanno posteggiato altrove in divieto di sosta e alle 12 hanno già terminato la loro giornata al mare. «Gli stabilimenti aprono alle 8. Che senso ha aprire il Park alle 10.30?», si chiedono.

«Questione di costi – fa notare l’assessore alle Partecipate, Maurizio Bucci – perché se dovessimo aprire alle 7.30-8 servirebbe introdurre il doppio turno per gli addetti che presidiamo la struttura. I costi lieviterebbero ed Esatto rischierebbe di non andare neppure a pareggio. Siamo in una fase sperimentale per vedere che risposata ottiene il servizio offerto». Per Polidori invece va trovata una soluzione, quanto prima, anche sul nodo dell’orario.



Nessun triestino ha da ridire ad ogni modo sulla tariffa agevolata introdotta dal Comune per i residenti: viene ritenuta conveniente, onesta. Diverso il parere dei “foresti”, che valutano poco corretta la discriminazione. «Gli stabilimenti non vivono solo di triestini: a prendere il sole sulla Costiera arriva gente da tutta la regione e anche da oltre confine», fa notare un ragazzo di Sagrado (Gorizia).



Le automobili, inclusa quella di colui che più di altri ha sfidato la sorte parcheggiando addirittura sull’aiuola spartitraffico all’inizio di via Beiruit, ieri sono state tutte multate dalla polizia locale. Malgrado gli avvertimenti delle amministrazioni comunali di Trieste e Duino Aurisina, lo spazio riservato dai mezzi di informazione alla notizia del categorico divieto di sosta, e il tam tam sui social, anche ieri quel divieto è stato preso sottogamba.

Tranne che sotto la galleria naturale – punto incriminato dove alcuni “furbi” avevano pensato di sistemare l’automobile innescando la via del non ritorno sui divieti in Costiera – da Miramare a Sistiana si contavano centinaia di soste selvagge, lungo tutte e due le direzioni di marcia. E le multe non sono tardate ad arrivare. «Cambiare un’abitudine radicata non è semplice, – commenta Polidori – ma prima o poi capiranno, la polizia locale non può sottrarsi dal far rispettare il divieto». Tra gli indisciplinati anche molti austriaci e tedeschi, abituati a parcheggiare lì ogni estate, non informati del cambio di rotta e perplessi dal trovare la sanzione sotto il tergicristallo. —




 

I commenti dei lettori