In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Trieste, chiude anche il negozio Masè alle Torri

Nel 2013 i punti vendita erano quindici, oggi ne resta aperto solo uno: quello di Cavana. La preoccupazione del sindacato

1 minuto di lettura

TRIESTE Addio a un altro negozio a marchio Masè. Dallo scorso fine settimana l’azienda che ha sede in via Ressel ha chiuso anche il punto vendita “Casa Masè” all’interno del centro commerciale Torri d’Europa, dove venivano serviti panini imbottiti e venduti prodotti del salumificio. Era il febbraio del 2016 quando l’azienda Masè iniziava a smantellare la sua rete di negozi a Trieste: mese dopo mese le rivendite sono cadute come birilli e a restare accese sono ormai solo le luci di quella di Cavana.



Nel 2013, quando lo storico marchio dell’industria alimentare giuliana, creato nel 1870, venne acquisito da una cordata di imprenditori friulani, i punti vendita erano 15. Le prime saracinesche a marchio Masè ad abbassarsi furono quelle di via Lazzaretto vecchio. A ruota la città ha assistito alla chiusura di negozi come quello storico di via Gallina, e poi in via Battisti, largo Barriera o via Carducci. Molti dei fori commerciali spenti da Masè ora sono stati riaperti da altri imprenditori.

Per misurare il ridimensionamento dell’azienda Masè a livello strutturale, va rilevato che a fine febbraio 2016, prima anche della chiusura dei punti vendita, i suoi lavoratori erano 65 mentre oggi i dipendenti sono 19. Nella rivendita appena chiusa all’interno del centro commerciale, erano impegnate due dipendenti e venivano utilizzati alcuni lavoratori a chiamata. Una delle due dipendenti verrà spostata nel negozio di Cavana, l’altra ha da tempo fatto un’altra scelta professionale. «Questa chiusura era programmata da mesi, abbiamo chiarito da tempo che quella della vendita al dettaglio non è la direzione sulla quale intendiamo investire – spiega Stefano Fulchir, amministratore delegato di Masè –, manteniamo un punto vendita a Trieste, uno a Udine e poi quelli a Roma e in Albania».


Ma per i sindacati, questa ennesima chiusura è un segnale preoccupante. «Temiamo che dopo lo smantellamento della rete di vendita al dettaglio si passi a quella della produzione», commenta Andrea De Luca di Filcams Cgil. «È un segnale che genera grande preoccupazione – continua il sindacalista –, ci troviamo in assenza di un piano industriale, non vediamo grandi prospettive e anche la recente comunicazione che le quattordicesime dei dipendenti verranno rateizzate, pagate in più tranche, non è rassicurante». Fulchir ribatte: «Non è la prima volta che le quattordicesime vengono pagate in più rate – osserva –, la cassa integrazione proseguirà fino a fine anno ma raccogliamo segnali positivi, soprattutto dalla vendita all’estero». L’amministratore dell’azienda racconta dell’entrata dei prodotti a marchio Masè nei supermercati Bosco e Conad. «Tre settimane fa abbiamo portato il nostro prosciutto cotto triestino anche a Shanghai, alla fiera Sial, e stiamo raccogliendo grandi soddisfazioni». —


 

I commenti dei lettori