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Parte da Trieste il giro in barca a vela per salvare il mare dalla plastica

La nuova avventura di Mauro Pelaschier: dodici i porti che verranno toccati. Rientro il 20 settembre

Simone Modugno
2 minuti di lettura

TRIESTE Siamo tutti sulla stessa barca che naviga in un mare sempre più inquinato dalle plastiche: 8 milioni di tonnellate finiscono ogni anno negli oceani, dai quali traiamo ben il 70% dell’aria che respiriamo.

Per questo motivo, lo skipper Mauro Pelaschier, ex timoniere di Azzurra, salperà oggi dalla Società Velica Barcola-Grignano a bordo di “Crivizza”, una barca a vela in legno costruita a Trieste nel 1966, per compiere il giro delle coste italiane entro il 20 settembre, con lo scopo di sensibilizzare gli amanti del mare sul tema della salvaguardia degli oceani.

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Assieme a lui Daniele Gabrielli e Gianfranco Bonomi, ai quali si uniranno nel corso delle tappe altri compagni di navigazione, tra i quali alcuni ricercatori di due istituti del Cnr.

L’itinerario marittimo toccherà tutte le coste italiane e dodici porti con i relativi circoli nautici: Trieste, Venezia, Ancona, Bari, Crotone, Catania, Napoli, Gaeta e Arzachena, quindi ulteriori tappe in Liguria e a Luino, per comprendere anche i laghi.

L’iniziativa è supportata dalla One Ocean Foundation, di cui Pelaschier è ambasciatore, fondata dallo Yacht Club Costa Smeralda, presieduta dalla Principessa Zahra Aga Khan.

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La Fondazione si propone di sensibilizzare il grande pubblico sugli aspetti più critici che mettono in pericolo l’oceano promuovendo la Blue Economy, diffondendo la cultura e la conoscenza dei mari e coinvolgendo in azioni concrete il mondo dello sport, le imprese, le associazioni e gli scienziati.

La Società Velica di Barcola e Grignano è stato uno dei primi Club velici a sottoscrivere la Charta Smeralda, il documento redatto dalla One Ocean Foundation per promuove la consapevolezza sui principali aspetti di impatto ambientale legati alla vita degli oceani, impegnandosi nelle proprie attività a ridurre l’utilizzo di plastiche e sensibilizzare i soci e il territorio sul tema della salvaguardia dei mari.

«Siamo consapevoli che il compito sia difficile, ma solo educando le giovani generazioni si educano i più grandi», ha dichiarato il commodoro Riccardo Bonadeo della Yacht Club Costa Smeralda, nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto tenutasi ieri al circolo della Svbg.

Il commodoro ha poi raccontato l’aneddoto della storia che ha determinato la presa di coscienza sua e di Mauro Pelaschier, avvenuta in una regata molto complicata e pericolosa tra l’Irlanda e l’Inghilterra.

«Dovevamo solo pensare a riportare la barca in salvo. Al largo, a un certo punto, è apparso un grande lenzuolo di plastica che costituiva un pericolo e che abbiamo dovuto evitare. Per fortuna siamo riusciti a arrivare a terra, poi abbiamo rimosso quella storia. Solo anni dopo, quando ci trovavamo con le nostre famiglie in mare, vedendo un sacco di plastica galleggiante, ci è scattata in mente l’associazione con quell’episodio e quindi abbiamo sviluppato una consapevolezza: siamo noi i responsabili dell’inquinamento e anche della possibilità di fermarlo».

Al termine della conferenza stampa, il presidente della Società Velica di Barcola e Grignano, Mitja Gialuz, e il primo cittadino di Trieste, Roberto Dipiazza, hanno firmato la Charta Smeralda, il documento per promuovere gli aspetti ambientali negli oceani. «Chi ama il mare, ama la Terra», ha concluso Mitja Gialuz.


 

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