Sempre più cani, arriva Doggybar

Brevettato a Cormons, visti i numeri, per dissetare fuori dagli esercizi pubblici il miglior amico dell’uomo

CORMONS. Una cittadina a misura di animali da compagnia? Sembrerebbe il destino di Cormons, visti i numeri relativi ai quattro zampe censiti all’anagrafe canina, le nutrite colonie di gatti sparse per la città e, da qualche giorno, la novità brevettata proprio da un cormonese con la sua azienda di design.

Marco Mersecchi, infatti, ha studiato il nuovo dispositivo “Doggybar”, che potrebbe essere visibile a breve all’esterno di molti locali non solo della città. Si tratta di ciotole di cortesia per cani: create con una forma che ricorda proprio gli amici Fido. Sono dotate di un piccolo contenitore dove è possibile posizionare dell’acqua o delle crocchette per far felici il miglior amico dell’uomo e anche i padroni. «È un’idea che mi è venuta prima di addormentarmi – racconta Mersecchi – Il giorno dopo ne ho parlato con i miei collaboratori e ci siamo messi subito all’opera, brevettando il piccolo manufatto in pochissimo tempo. È un servizio pet-friendly in più».


A Cormons l’amore verso gli animali è diffuso. I dati ufficiali disponibili (relativi alla fine del 2015) parlano infatti di oltre 1200 cani censiti nelle varie famiglie: su un totale di circa 7500 abitanti, ne deriva che c’è un cagnolino più o meno ogni sei cormonesi, praticamente uno ogni due famiglie. Ne va da sé che l’attenzione in città per labrador, bassotti, pastori tedeschi e quant’altro sia molto alta. Le cifre definiscono la realtà: chiunque possieda un cane, infatti, è tenuto secondo la legge a registrarlo alla Banca dati regionale dell’anagrafe canina, dopo l’identificazione mediante marcatura elettronica con microchip. Alla registrazione si provvede entro il sessantesimo giorno di vita dell’animale da parte del detentore della fattrice o entro 10 giorni dalla data di acquisto o dall’inizio della detenzione per gli esemplari che non siano già registrati alla Banca dati regionale o che siano di provenienza estera.

All’atto dell’identificazione viene assegnato e contestualmente inoculato al cane un codice di riconoscimento e al detentore è addebitato il costo del microchip. Il certificato di registrazione rilasciato dovrà poi accompagnare l’animale in tutti i suoi trasferimenti, come se fosse una sorta di carta d’identità del cane. E l’attenzione al tema è evidenziato anche dalle ripetute proposte – sinora non diventate però realtà – fatte in passato sia di istituire una sorta di area pubblica destinata allo sgambamento dei cani, sia di realizzare uno spazio dedicato a piccolo cimitero degli animali, dove i padroni potessero seppellire il proprio affezionato.

Ma anche l’altro animale da compagnia per eccellenza è molto apprezzato: non esistendo un’anagrafe, come quella per i cani, è impossibile quantificare esattamente il numero dei gatti ospitati nelle famiglie cormonesi, ma la presenza – sempre nel 2015 – di oltre 200 mici registrati nelle ventitrè colonie feline presenti sul territorio municipale (un gatto randagio ogni 40 abitanti) testimonia di come Cormons vada d’accordo anche con le fusa e i miagolii.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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