Trovato cadavere nella palude a Monfalcone, è giallo

Il corpo di un rumeno di 47 anni rinvenuto nella zona della Cavana. Morto forse da due giorni. Tutte le ipotesi aperte

MONFALCONE Il cadavere di un uomo è stato rinvenuto ieri pomeriggio nella zona di Marina Nova, nei pressi dell’ingresso al centro motovelico Hannibal.

Recuperato il corpo, gli agenti della polizia sono risaliti all’identità della vittima: si tratta di un cittadino di nazionalità rumena di 47 anni, C. L. le sue iniziali.


L’uomo indossava un paio di pantaloncini corti e una maglietta.

Il cadavere è stato notato da un gruppo di ragazzini che transitavano via Bagni Nuova e hanno subito dato l’allarme. Il corpo galleggiava, la faccia rivolta verso il basso. Allo stato attuale tutte le ipotesi sono aperte: dal suicidio, all’improvviso malore, all’accidentale caduta.

Sta di fatto che il luogo dove è stato rinvenuto il cadavere è una palude, quella della Cavana, alimentata dal lato strada dal cosiddetto Brancoletto. Frutto di bonifiche degli anni Venti, la zona paludosa non ispira nei bagnanti né pescatori.

Allora come mai il rumeno ci è finito dentro? È improbabile che sia scivolato nell’acqua melmosa percorrendo via Bagni Nuova. Potrebbe essere stato costretto a scansarsi improvvisamente per l’avvicinarsi di una vettura? Può darsi, ma anche se fosse finito in acqua la scarsa profondità è tale da consentire anche a chi non sa nuotare di cavarsela.

Non è una caso però che gli inquirenti siano orientati a sottoporre il cadavere all’autopsia. Da quanto si è potuto apprendere da un primo esame l’uomo potrebbe essere rimasto in acqua al più un paio di giorni.

Per recuperare il cadavere sono intervenuti i vigili del fuoco. Hanno calato il gommone facendosi largo tra canneti e dossi melmosi pieni di zanzare. Sul posto anche un’ambulanza del 118 ma i sanitari non hanno avuto nulla da fare. Il Brancoletto è collegato in qualche modo al canale del Brancolo, fiume di risorgiva che da San Canzian via via che si avvicina al bacino, per effetto delle suddetti bonifiche, diventa canale di raccolta. L’acqua è fredda, dolce. Molti pescatori frequentano le sue sponde. Il rumeno potrebbe essere scivolato dagli argini del Brancolo, aver perso i sensi e il suo corpo trascinato all’interno della Cavana. Marina Julia dista pochi metri dalla zona del rinvenimento. A valle della Cavana c’è l’argine sul mare sulla cui sommità c’è una frequentata passeggiata. A Marina Julia abitano molti rumeni. Forse C. L. è scivolato nella palude della Cavana dalla stradicciola che è ai piedi dell’argine?

Molte domande ma senza risposta allo stato attuale. Le prossime ore saranno decisive per accertare la verità. Circola la voce, e la proponiamo con il beneficio dell’inventario, che il rumeno nei giorni scorsi avesse effettuato un prelievo di soldi.

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