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Verso Esof con la sfida dei super pc “green”

Chiusa in Porto vecchio la due giorni sulla tecnologia sostenibile, tappa d’avvicinamento al 2020

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Computer sempre più potenti in grado di gestire enormi quantità di dati che dovranno però necessariamente essere alimentati con energie “free carbon”, in sostanza generate senza l’utilizzo di petrolio o carbone. Questi i temi principali affrontati nel corso di “Open access and impact of research infrastructure”, la due giorni di lavori promossa da “Trieste encounters on science and innovation”, evento di avvicinamento a Esof2020. «Un primo incontro – ha spiegato Bruno Della Vedova, coordinatore della Tesi Local Programme Committee – al quale erano presenti Bulgaria, Croazia, Slovenia e Austria, solamente alcuni dei paesi di quell’Est Europa che rappresenta uno sbocco naturale per Trieste che può e deve fare da unione tra le diverse realtà».

La due giorni è servita a mettere delle basi che dovranno poi essere rafforzate nel corso di un secondo appuntamento con la partecipazione del mondo dell’industria. La sfida è dunque “processare” una grande quantità di dati per simulare gli scenari futuri, che riguarderanno una popolazione sempre più anziana, attraverso computer potenti che consumano però molta energia che dovrà necessariamente arrivare, appunto, da fonti senza emissioni di carbonio. Una sfida importante, dunque, ma le risorse naturali non mancano, «come ad esempio la geotermia», ricorda Della Vedova.

Stefano Ruffo, direttore della Sissa, ha anche annunciato che qui «entro il 2019 le università, i centri di ricerca e gli ospedali saranno dotati del collegamento a 100 giga, un investimento da 1,5 milioni che la nuova giunta della Regione ha voluto confermare. Questa infrastruttura – ha spiegato Ruffo – ci consentirà un collegamento molto più efficiente anche con i paesi vicini, un investimento simile al momento è in corso solo a Bologna. L’obiettivo futuro dev’essere quello di estendere la rete ad aziende e data center perché, con il supporto dell’industria, ci può essere ulteriore espansione». Se Trieste rappresenta il crocevia naturale, l’Italia si trova ad affrontare una situazione paradossale con sempre più partecipazione a progetti esterni e sempre meno investimenti sul territorio. Giorgio Rossi, da presidente dell’European Strategy Forum on Research Infrastructures, ha comunque anticipato che «Trieste ha una concentrazione importante di infrastrutture e ora c’è spazio per nuovi importanti investimenti puntando su Elettra». Attraverso Esof2020 la volontà è quindi di coinvolgere sempre più il mondo della scienza dell’Est Europa, ma anche lasciare un’eredita importante al capoluogo giuliano che potrà contare sul rinnovato Magazzino 26 all’interno del quale dovrebbe nascere il Centro della scienza per il Nord Adriatico, un luogo dove i cittadini potranno imparare a conoscere le grandi eccellenze che già oggi esistono.

«Il secondo obiettivo che mi piacerebbe raggiungere – ancora Della Vedova – è di riuscire a creare un think thank permanente che sia di stimolo a nuove scoperte. Poi c’è la sfida di creare i nuovi posti di lavoro per le future generazioni». (an. pi.)

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