Materne a Monfalcone, genitori in allarme per il caos iscrizioni

Bimbi in una scuola materna a Monfalcone

Chiuse il 6 febbraio, le famiglie non sanno dove andranno i loro figli. Questione legata all’accordo sui bambini stranieri

MONFALCONE Le iscrizioni al prossimo anno scolastico si sono chiuse anche per l’infanzia il 6 febbraio, ma quattro mesi dopo i genitori dei bambini che devono fare il proprio ingresso per la prima volta alle materne non sanno ancora quale sarà la scuola dei loro figli.

È quanto lamentano diverse mamme e papà che pure in questi ultimi giorni si sono rivolti alle segreterie dei due istituti comprensivi, sui cui siti internet non compaiono indicazioni. L’ultima, sul sito dell’Ic Giacich, risale al 21 marzo e vi si afferma che «visto il numero di domande pervenute, tenuto conto degli accordi territoriali intercorsi tra istituti comprensivi cittadini, Ufficio scolastico provinciale e Comune di Monfalcone, si rende noto che sarà necessario procedere alla stesura di una graduatoria per l’individuazione degli alunni che potranno essere accolti nei plessi Germoglio di via Cellottini, Cassinis di via Tartini e Scarabocchio di via Gramsci».



L’accordo è relativo alla costruzione di sezioni “equilibrate” sotto il profilo della presenza di bambini con origini straniere, anche se i numeri pongono comunque dei problemi, se gestiti nel solo ambito cittadino: su 286 domande di iscrizione alle materne 168 sono state presentate per bambini non italiani, pari al 58,74% del totale, dato tutto sommato in linea con quello degli ultimi due anni scolastici.

«In ogni caso, alla segreteria ho chiesto se il mio bimbo che lunedì 14 maggio rientrava nella scuola richiesta e il 19 invece era stato escluso potrebbe ri-rientrare, dato che immagino abbiano fatto ancora una graduatoria dal 19 a oggi – spiega una mamma –. Risposta? Sì o forse». Inutile dire che i genitori hanno iniziato a preoccuparsi e lo stanno diventando, preoccupati, sempre di più, anche perché ha iniziato a diffondersi la notizia che i posti a disposizione in città non sarebbero a sufficienza, benché a inizio maggio l’amministrazione comunale abbia assicurato l’apertura della scuola paritaria di via Roma, che Curia e parrocchia hanno deciso, lo scorso dicembre, di chiudere con la fine di questo mese.

A raccogliere le rimostranze dei genitori è stata in questi giorni la consigliere de La Sinistra per Monfalcone, Cristiana Morsolin, che ha deciso di presentare un’interrogazione per cercare di fare chiarezza sulla questione. «La cosa più grave secondo me è che a giugno i genitori non sanno ancora nulla – sottolinea –. Non è un problema da poco. Ho visto che si può far domanda per la riduzione sul costo dello scuolabus, ma se uno non sa dove andrà il figlio come fa?».



Il sindaco Anna Cisint, che solo mercoledì scorso ha affidato la delega all’Istruzione a Antonio Garritani, assegna la responsabilità dei ritardi nella formazione delle graduatorie all’Ufficio scolastico regionale e alla mancata sottoscrizione, da parte di quest’ultimo, al protocollo d’intesa sul sistema scolastico monfalconese. «L’Usr è stato sollecitato a più riprese, anche in questi ultimi giorni – afferma il sindaco –. Per parte nostra, dei dirigenti scolastici e dell’Ufficio scolastico provinciale il lavoro è stato svolto e per tempo». L’accordo, come spiega il sindaco, prevede un tetto del 45% di stranieri alle materne, primarie e medie il prossimo anno scolastico e del 40% l’anno successivo, 2019-2020. «La scuola materna di via Roma sarà a disposizione, ma sempre con questi criteri», aggiunge, smentendo problemi di capacità di accoglienza dei plessi cittadini. Rispetto agli stranieri in “soprannumero” Cisint ribadisce la messa a disposizione di trasporti verso le scuole dei comuni limitrofi. «Ho in ogni caso detto all’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono – conclude – che la società deve farsi carico anche di questo aspetto, cioè di garantire un servizio di scuola dell’infanzia alle famiglie dei lavoratori stranieri».

Alla chiusura delle iscrizioni 4 mesi fa tutte le scuole materne statali avevano un esubero di domande, tranne la scuola di via della Poma, forse a causa dell’incertezza creata dai problemi cui è andata incontro alla fine della primavera 2017 (invasione di topi con relativa fine anticipata delle lezioni). In totale per 180 posti disponibili nelle scuole statali le domande sono state 286 (contro 297 potenziali, in base ai residenti). Vanno poi aggiunte le 30 domande pervenute per i bambini già frequentanti la paritaria di via Roma, dove il prossimo anno scolastico, tenendo conto dei bambini già inseriti, potrebbe essere a disposizione non più di una quarantina di posti.

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