Trieste, alcol, regali e abbigliamento: regole “soft” per i comunali

Il Comune di Trieste

Ok dopo due anni di tira e molla al Codice di comportamento per i dipendenti. Smorzati i dettami più duri delle prime versioni ma i sindacati restano contrari

TRIESTE Regali, partecipazione ad associazioni e organizzazioni, interessi finanziari e conflitti di interesse, obbligo di segnalazione di condotte illecite, comportamenti privati e in servizio, disposizioni ai dirigenti: alla fine il Codice di comportamento aziendale, riservato ai dipendenti del Comune, passa. Un po’ in sordina, abbastanza riscritto, senza troppa enfasi esterna, ma passa. Dopo quasi due anni di discussione e di confronto, talvolta piuttosto animati, tra i vertici dell’amministrazione e i sindacati, i 16 articoli del “galateo” diventeranno esecutivi dal prossimo 13 giugno.



Rispetto alla prima bozza, i toni - soprattutto su quegli argomenti per i quali i sindacati si erano stizziti - appaiono decisamente smorzati. Abbigliamento e alcol erano stati al centro dello “scandalo”, ora la prosa dell’articolo 9 si è notevolmente asciugata. Il dipendente - è scritto - «è tenuto a indossare l’uniforme o il vestiario di servizio laddove assegnato e, in ogni caso, a presentarsi al lavoro assicurando il decoro personale e il rispetto del ruolo istituzionale ricoperto». La prima edizione era un po’ differente, quando puntualizzava «in particolare non indossa abbigliamento destinato prettamente a situazioni di svago o indumenti malconci e/o sudici». Toccherà comunque agli “arbitri elegantiae” classificare l’istituzionalità di sandali, infradito, bermuda, prendisole.

Stessa attenuazione in materia di “bumba”. Il testo definitivo statuisce che il bravo comunale «non assume bevande alcoliche durante l’orario di lavoro». Rifinisce che «è comunque proibita l’assunzione di sostanze psicotrope e/o stupefacenti». Tuonava invece la bozza d’esordio risalente a due anni fa: «Non assume bevande alcoliche, da quando timbra l’inizio del servizio fino a quando timbra la fine del servizio giornaliero, rientrando quindi nel divieto anche il periodo dedicato alla pausa pranzo, eventuali uscite per motivi di servizio o permessi per motivi personali o lo svolgimento di ore straordinarie o recuperi orari». Intenti da “neo-proibizionismo” che finivano con il condannare anche una lieve birretta incaricata di accompagnare un frugale panino.

Ribadito il divieto di fumo «in ogni ambiente dell’amministrazione». Comprese le sigarette elettroniche. Compresi gli spazi aperti delle strutture comunali. Ablato l’originario verboten relativo alla cicca assaporata «durante i tragitti funzionali alla consegna di atti e/o corrispondenza fra i diversi palazzi comunali», che torna prepotentemente di moda.

Limatura qua e là, come, per esempio, l’archiviazione del vecchio punto “c” dell’articolo 10 che prevedeva «attenzione al risparmio energetico in genere, evitando in particolare di tenere aperta la porta dell’ufficio e/o le finestre qualora siano in funzione gli impianti di climatizzazione o di riscaldamento». Era inoltre vietato «utilizzare apparecchiature elettriche non autorizzate sul posto di lavoro».

Resta il limite di 50 euro sull’intero anno solare riferito al «modico valore» dei doni ammessi.

Per il resto il Codice aggiorna il precedente, che era stato adottato in epoca cosoliniana nel gennaio 2014. Ampia la ripresa delle norme nazionali contenute nel Dpr 62/2013. L’assessore forzista al Personale, Michele Lobianco, opta a favore di un commento undestatement, per chiudere un capitolo durato fin troppo: recepite le direttive dell’Anci, responsabilizzati i dirigenti, oltre ai riferimenti ad alcol e indumenti consoni a una pubblica amministrazione.

Restano contrari i sindacati, anche se prendono atto dell’ammorbidimento del testo. Il leader cislino Walter Giani contesta «l’insensato clima di controllo e di caccia alle streghe» nei confronti dei dipendenti pubblici. Per la Cgil Rossana Giacaz non comprende l’atteggiamento del vertice comunale in una fase in cui «il personale è sotto pressione e sotto organico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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