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Regione Fvg, tensioni Lega-Fi alla prova dell'aula

Martedì 22 maggio la prima seduta. Possibili frizioni tra padani e azzurri sulle commissioni.Romoli verso la presidenza

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TRIESTE. La dodicesima legislatura abbia inizio. Sono passati 54 anni dalla prima seduta del Consiglio regionale, inizialmente ospitato nell’aula del Comune di Trieste, prima di trovare spazio nell’attuale sede di piazza Oberdan, che martedì riprenderà vita dopo alcuni mesi di stop.

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Si parte con il giuramento di Massimiliano Fedriga e degli altri 48 nuovi inquilini del palazzo, seguito da una serie di operazioni formali che serviranno ad avviare il quinquennio di centrodestra ma costituiranno anche una prima verifica della ritrovata concordia in una maggioranza già in fibrillazione. Una serie di voti a scrutinio segreto potrebbe infatti tentare i leghisti di praticare nei prossimi giorni qualche sgambetto a Forza Italia sulla composizione dei vertici delle commissioni, per far capire chi ha il coltello dalla parte del manico dopo le critiche sulla composizione della giunta.

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La convocazione dell’aula è per le 11 di martedì 22 maggio. Il primo passo sarà l’assegnazione della direzione dei lavori al consigliere anziano: si tratta di Ettore Romoli, classe 1938, che secondo i rumors della vigilia dovrebbe essere confermato dal centrodestra nel ruolo di presidente del Consiglio. Sarà lui a sovraintendere alle operazioni di voto, coadiuvato da due segretari, scelti invece in quanto eletti più giovani: Simone Polesello (Lega) e Christian Vaccher (Progetto Fvg), nati rispettivamente nel 1992 e nel 1983. Dopo l’insediamento dell’Ufficio di presidenza provvisorio, toccherà al giuramento dei consiglieri, che entreranno così nel pieno delle funzioni. Chi lo vorrà, dopo aver giurato in italiano, potrà ripetersi in sloveno, tedesco o friulano.

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Si terrà quindi l’elezione del presidente del Consiglio regionale, dei due vicepresidenti e dei quattro segretari, che andranno a comporre l’Ufficio di presidenza. I pronostici danno Romoli probabile successore di Franco Iacop, anche se in Forza Italia la coordinatrice Sandra Savino ha mostrato perplessità sull’indicazione di un elemento del suo stesso partito ma considerato non allineato alla sua gestione. Romoli ha tuttavia dalla sua il prestigio (già deputato e senatore, assessore regionale e sindaco di Gorizia), il favore della Lega e del governatore, ma anche la provenienza dall’area isontina, sottorappresentata in giunta e dunque bisognosa di un rafforzamento.

La prima e l’eventuale seconda votazione richiederanno la maggioranza assoluta (almeno 25 voti), mentre dalla terza basterà quella relativa. Servirà invece la maggioranza semplice fin dalla prima chiama per la scelta dei due vicepresidenti. Per l’opposizione il nome più gettonato è quello del dem Francesco Russo, mentre la seconda posizione andrà al centrodestra, probabilmente a uno dei partiti minori. Il terzo step sarà la votazione degli altri componenti dell’Ufficio di presidenza, due per la maggioranza e due per le opposizioni.

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La seduta si limiterà a questo, mentre nei giorni successivi i consiglieri dichiareranno la propria appartenenza ai rispettivi gruppi, che a ruota comunicheranno capogruppo, vice e segretario. Il presidente del Consiglio chiederà quindi ai capigruppo di indicare i componenti delle sei commissioni, che successivamente designeranno i propri vertici. Ma con scrutinio segreto, tra i forzisti c’è chi teme che la Lega possa prevedere qualche sovvertimento degli accordi che saranno assunti sulle presidenze, per dimostrare in modo muscolare chi comanda nella coalizione.

Le forze politiche sono intanto all’opera per definire gli staff, tra conferme dei dipendenti, ridimensionamento per i partiti finiti all’opposizione e necessità di una campagna di assunzioni per la Lega, passata da uno a diciassette consiglieri e dunque con parecchi slot da riempire.

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