I trent’anni della fucina Mib, la scuola dei futuri manager

Oggi nella sede del Ferdinandeo l’evento che celebra la fondazione del 1988 Nel tempo 2.306 diplomati Master e certificati di alta formazione ad altri 900

TRIESTE Il Mib Trieste School of Management compie oggi trent’anni e li celebra con un grande evento alle 17 nella sede del Ferdinandeo, durante il quale verrà presentato il resoconto della storia della scuola alla presenza delle autorità locali. Il Mib nacque nel 1988 come consorzio senza fini di lucro, su iniziativa di alcune grandi aziende e del mondo universitario. In particolare, la sua storia è legata a quella di Vladimir Nanut, suo fondatore e attuale direttore. In quanto ex amministratore della finanziaria regionale “Friulia” e poi professore ordinario di Strategie d’Impresa nell’Università di Trieste, Nanut constatò alla fine degli anni ’80 una mancanza nel processo di formazione degli imprenditori, come racconta egli stesso al Piccolo: «Ho visto che non si fornivano agli studenti gli strumenti pratici per l’ingresso nelle imprese e che quest’ultime non avevano voglia di investire per la formazione interna. Quindi, ho pensato di creare una scuola di management che completasse l’offerta degli atenei regionali, con un percorso post-laurea per chi aspirasse a una carriera manageriale. Poi – continua –, per distinguerla dagli altri master in “international business”, la scuola ha sfruttato la vocazione di Trieste come ponte verso l’Est».

Il professore, però, non si aspettava una così repentina caduta del muro, che rese possibile l’ingresso a oriente anche di altri soggetti formativi. «Ma noi siamo partiti comunque con un vantaggio competitivo, grazie ai nostri rapporti storici con l’Est Europa», spiega Nanut. Dal 1988 a oggi sono stati 2.306 gli studenti che hanno ricevuto dalle mani del direttore un diploma Master, a cui si aggiungono 900 certificati di alta formazione. Inoltre, nel 2003 la Scuola ha scelto di trasformare i Master full–time in una prospettiva internazionale, adottando la lingua inglese e aprendo le aule a partecipanti stranieri. Da allora, quasi un migliaio di studenti hanno frequentato queste classi internazionali, di cui il 53% proveniente dall’estero, soprattutto da Europa, Asia e America. Accanto alla sua vocazione internazionale, la scuola è ancora radicata sul territorio locale: ne sono indice i più di 1.000 diplomati che lavorano nel Triveneto, ben il 38% del totale di diplomati.


Per quanto riguarda le prospettive carrieristiche, secondo i dati delle ultime tre edizioni, risultano elevate le percentuali di assunzione dei Master full–time della Scuola, con oltre il 90% degli studenti che ha trovato una collocazione stabile entro 6 mesi dal diploma. «Pensa e agisci come se fossi tu stesso il proprietario della scuola», è il motto (tradotto dall’inglese) della squadra del Mib, composta da 34 professionisti che ogni giorno lavorano negli uffici del Palazzo Ferdinandeo, dagli insegnanti al personale amministrativo. «Il nostro è un percorso costruito non attraverso dei finanziamenti pubblici, come altre scuole, ma dal mercato, cioè le rette degli studenti e delle imprese. Quindi dobbiamo lavorare di qualità per guadagnarci ogni giorno la “pagnotta”», commenta Nanut. Un percorso che però, come afferma sempre il direttore del Mib, è ancora lungo: «La Scuola ha davanti a sé un lungo percorso per arrivare a reggere la competizione con le scuole migliori sul piano nazionale e, soprattutto, internazionale. Non solo in qualità, ma serve investire anche nella comunicazione e nella formazione di nuovo personale». Sempre con in mente i valori che hanno guidato sin qui il Mib: «Sacrificio, impegno, determinazione, passione, ambizione e umiltà: non si raggiungono risultati se non si seguono questi valori fondamentali», conclude Nanut.

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