Gorizia, rinasce la fontana del Nettuno

Ripulita e con una nuova illuminazione è stata inaugurata in piazza Vittoria. Fu realizzata nel 1756

Gorizia, acqua e luci nuove per la fontana del Nettuno

La fontana del Nettuno risplende di nuovo in piazza Vittoria. L’altra sera, la creazione di Nicolò Pacassi, realizzata nel 1756, è stata restituita alla città dopo i lavori di restauro, ripulitura e ripristino dell’illuminazione. Già in dicembre si era conclusa la prima fase con il rifacimento dell’impianto idrico e la conseguente ricomparsa dei zampilli d’acqua mentre, nei giorni scorsi, è stato ultimato il restauro e sono stati rimessi i faretti per illuminare il complesso scultoreo con il Nettuno e i putti.

Un lavoro molto apprezzato dal sindaco Rodolfo Ziberna e dall’assessore ai lavori pubblici Arianna Bellan oltre che dai numerosi cittadini presenti che hanno accolto con un applauso il momento in cui la fontana si è illuminata e sono riapparsi gli zampilli d’acqua dalle tre statue grandi, tritone e nereidi, e dalle tre statue piccole, i putti, con un notevole impatto suggestivo sulla piazza. Va ricordato che la fontana del Nettuno, era rimasta all’asciutto per qualche anno, a causa di alcuni topi che hanno rosicchiato i fili che conducevano all’impianto idraulico e quello elettrico.

Questo aveva provocato non solo la scomparsa dell’acqua ma anche delle luci ad effetto che erano state collocate dopo il restauro avvenuto nel 2001 ad opera dello studio dell’architetto Elisa Trani, la stessa che si è occupata anche di quest’ultima manutenzione straordinaria in collaborazione con l’architetto Alessandra Monorchio e l’ingegner Sergio Taccheo. Il progetto è stato seguito, in ambito comunale, da Diego Kuzmin mentre, a livello esecutivo, il restauro è stato eseguito dalla ditta “Esedra”, gli impianti sono stati realizzati dalla “Gamma impianti” le impermeabilizzazioni sono state curate dall’impresa “Forza 7”. Per la Soprintendenza si sono occupati dell’intervento Corrado Anolini e Francesco Krecic. Alla cerimonia era presente anche monsignor Gino Pasqual che ha benedetto l’opera.

Prima della cerimonia inaugurale il pubblico è stato intrattenuto dai ballerini di Dance for your rights e dalla cantante Carlotta Maia della Casa delle Arti. Per l’occasione è stato ricordato che la fontana del Pacassi che, per oltre un secolo approvvigionò d’acqua gran parte della città venne realizzata in seguito all’interessamento dell’imperatrice Maria Teresa. Dominata, al centro, dalla splendida figura del Nettuno, mutilato della mano destra, con il mantello drappeggiato sulla spalla appoggiato fino al ginocchio sinistro e raffigurato nell’atto di sostenere il tridente la componente scultorea comprende anche i tre putti, mentre in corrispondenza degli spigoli del prisma si trovano un Tritone e da una parte e dall’altra del Nettuno le due Nereidi, una con chioma raccolta e una con chioma sciolta. Esecutore dell’opera scultorea fu il padovano Marco Chieregini o Chieregin. A seguito degli scoppi delle granate del 1915-18 la Fontana rimase gravemente danneggiata e il Nettuno restò mutilato di avambracci, tridente e corona, le basi delle Nereidi sgretolate e la vasca localmente fratturata. Gli elementi perduti furono poi ritrovati parzialmente e ricollocati.
 

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