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Cambia il modo di viaggiare: in vendita il bar della stazione di Monfalcone

Getta la spugna il titolare che da 35 anni prepara i caffè ai passeggeri dei treni: «A Monfalcone e Gorizia i pendolari sono sempre di meno. Il guadagno è calato»

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MONFALCONE Dopo 35 anni di onorata carriera getta la spugna il titolare dei bar delle stazioni ferroviarie di Monfalcone e Gorizia, Fabrizio Di Domenico. A 60 anni suonati si dice stufo di alzarsi alle 5 di mattina «per un guadagno che non è più paragonabile a quello di una volta». Da qui la decisione di mettere in vendita a un prezzo inferiore a 100 mila euro «commissurato alla scarsità di lavoro» ognuna delle due attività commerciali. Licenza, contratto di locazione e perfino gli arredi di entrambi i bar cercano proprietario già da un pezzo, ma di acquirenti per ora neanche l’ombra.



«Ci sono sempre meno treni e di conseguenza sempre meno viaggiatori», argomenta il titolare. Se a questo ci aggiungiamo il costo dell’affitto, la crisi economica e l’apertura della stazione Trieste Airport – Ronchi dei Legionari, potenziale concorrente di Monfalcone, gli elementi per comprendere la decisione ci sono tutti. A partire da quello che l’esercente definisce essere un calo drastico dei viaggiatori. «Da due anni a questa parte i collegamenti ferroviari che una volta facevano soprattutto di Monfalcone un centro nevralgico, adesso non ci sono più. Basti pensare che di qua passano solo due Frecce al giorno. Quello che prima era un via vai continuo di viaggiatori adesso si è di gran lunga ridotto. In generale, la gente preferisce prendere altri mezzi».

Il riferimento è alle corriere di linea, ma anche ai mezzi di trasporto di ultima generazione. Come Flixbus, il servizio a basso costo di autobus extra-urbani e l’app BlaBlaCar, che offre passaggi in auto per dividere il costo della benzina. Per quanto concerne in particolare la stazione di Monfalcone, è ipotizzabile, si diceva, che l’apertura, nella vicina Ronchi, della stazione del Trieste Airport possa dare nel futuro più prossimo la mazzata finale. Ma sul punto i pareri sono discordi. «Se non va la stazione di Monfalcone non vedo come possa avere successo quella cattedrale nel deserto» commenta l’esercente, mentre Trenitalia parla di un «parziale flusso di utenti che può essersi già spostato da Monfalcone a Ronchi».



Ciò che non batte a Trenitalia è invece il calo di utenti. «Il primo trimestre 2018 si chiude per il trasporto regionale Trenitalia in Friuli Venezia Giulia con un aumento di viaggiatori di poco superiore a un punto percentuale e una crescita dei ricavi dell’8,1%», riferisce l’azienda. Tra le rotte interregionali che vedono aumentare viaggiatori e ricavi vengono però messe in evidenza soltanto le linee che contemplano la stazione di Gorizia e non quella di Monfalcone. Trenitalia fa infatti riferimento alle tratte Trieste – Treviso (+20,6%), Udine – Venezia (+2, 2%), Trieste – Udine (+6, 5%) e Pordenone – Udine (+ 2, 1%). Ieri non è invece stato possibile conoscere l’andamento dell’affluenza registrata, nelle singole stazioni ferroviarie di Gorizia e Monfalcone, dalla Direzione centrale infrastrutture e territorio della Regione, competente del Servizio trasporto pubblico locale.

Al di là dei cambiamenti sull’utenza, anche il costo dell’affitto ha pesato sulla scelta di mettere in vendita i bar delle stazioni. «Il contratto, di 12 anni, l’ho stipulato nel 2007 quando la mole di lavoro era ben maggiore» aggiunge il titolare, mentre la società Centostazioni si dice «pronta a un dialogo con il gestore per mantenere aperte le attività».

Nel caso in cui non si trovasse un acquirente entro il 2019, data di scadenza del contratto, Centostazioni aprirà una gara per individuare il futuro gestore.

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