Rino, lo studioso della Bora conquista il quiz della Rai

Rino Lombardi ai Soliti Ignoti

Prospero Lombardi, questo il suo vero nome, ospite de “I soliti ignoti” di Amadeus «Il nostro vento suscita sempre curiosità, forse è per questo che mi hanno scelto»

TRIESTE Lo “studioso” triestino della Bora approda negli studi televisivi dei Soliti Ignoti. Anche se si sente più un curioso del forte vento che soffia da Est-Nord-Est, Prospero Lombardi, detto Rino, è stato ospite al Teatro delle Vittorie per una puntata del programma che conduce ogni sera su Rai 1 Amadeus. Una partita facile per Daniela, originaria di Novara, la concorrente che ha dovuto indovinare – questo il tema del gioco che permette di vincere migliaia di euro – l’identità dell’ignoto che si è trovata di fronte. Lombardi “valeva” 10 mila euro, guadagnati subito perché gli indizi non potevano che condurre a un’unica risposta. Oltre a nome, cognome ed età (53 anni), le è stata fornita la seguente informazione: «Viene da Trieste». Da scegliere poi tra le seguenti opzioni: studia la bora, organizza guerre simulate, fa maglie-tattoo, vende faretti, guida la motopala. Insomma, una volta nominato il capoluogo giuliano e il freddo “Eolo”, era impossibile sbagliare. La risposta giusta infatti è arrivata. Anche se il vero lavoro di Lombardi è un altro.



«Io sono copywriter – racconta –, è il mio lavoro dal 1987, ho lavorato a Milano sei anni, otto anni a Udine e poi sono tornato nella mia città, Trieste, dal 2000 circa. Scrivo testi per la pubblicità, ho lavorato per clienti multinazionali (Unilever, Johnson & Johnson, Mercedes Benz) e nazionali». E da una decina d’anni è anche un editore, è a capo delle Edizioni Calembour, che hanno pubblicato per esempio Fisime del comico Stefano Dongetti e Scala Santa del giornalista Maurizio Lozei. Ma chissà come mai proprio il triestino Rino Lombardi ha ispirato la Rai? A spiegarlo subito lo stesso invitato: «C’è un team di autori che studia e cerca di trovare sempre improbabili personaggi – spiega –, forse perché la bora è un tema che suscita sempre grande curiosità al di fuori dei confini della provincia triestina, mi hanno contattato e io ho accettato. È stata una giornata divertente al Teatro delle Vittorie, dove è ambientato lo show. Ho conosciuto dal vivo questo teatro un po’ trascurato, dove però è ancora vivo il ricordo di Canzonissima e Studio 1. Abbiamo fatto le prove, ripetuto la scena diverse volte, è stato piacevole».

BoraMata a Trieste, aquiloni e girandole in piazza Unità



Insomma, da rifare, se non fosse che ormai la sua carta se l’è giocata: il famoso uomo della bora ora è conosciuto in tutta Italia. Anche se già prima aveva una certa notorietà. Con l’apertura del museo della Bora in via Belpoggio, a Trieste, ha scatenato già in passato la creatività di tutto il mondo. I pazzi per il Grecale di Levante gli inviano quotidianamente originali pacchetti contenenti i venti più disparati della Terra, che lui espone in questo piccolo spazio, che i turisti in visita a Trieste scalpitano per vedere. «Nel 1999 è nata la bora in scatola (una confezione originale in nome del vento) e subito dopo l’idea del Museo della Bora», afferma. Che si porta dietro una rassegna di tutto rispetto: è uscito su molti quotidiani nazionali, è finito su Provincia Capitale, il format Rai di Edoardo Camurri, dedicato alle tante identità locali dell’Italia. Ma pure la tv austriaca se n’è interessata così come il servizio pubblico radio-televisvo giapponese Nippon Hoso Kyokai.

BoraMata a Trieste, le girandole rosse in piazza Unità

Da qualche anno inoltre è nata anche la rassegna Boramata, co-organizzata con Prandicom e giunta al quarto anno. Solitamente ambientata in giugno tra piazza Ponterosso e piazza Unità (con un’ulteriore location a sorpresa per quest’anno), è famosa, tra le altre cose, per le girandole rosse, che vengono donate con un’offerta. Quest’anno la rassegna apre con un’anticipazione il 22 maggio al Caffè San Marco, cui parteciperà la fotografa canadese Joan Sullivan, da anni impegnata a documentare la realizzazione di impianti energetici basati su energie rinnovabili, eolici in particolare.

Fa parte del gruppo Artists and Climate Change e collabora con l’omonimo sito. Ma tra gli ospiti ci sarà anche Nick Hunt, giornalista, scrittore e story-teller, che lancia l’edizione italiana del suo libro Dove soffiano i venti selvaggi (edizioni Neri Pozza), dedicato anche alla bora. Immancabile l’appuntamento del 3 giugno, dedicato alla giornata nazionale dei piccoli musei, di cui Lombardi è rappresentare in Fvg.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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