Via Sottomonte chiusa La protesta di Pis’cianzi

Pis’cianzi accerchiata dai cantieri e «dimenticata da Dio». Uno stop improvviso dei lavori in corso per la posa della fognatura nella parte bassa di via Sottomonte, area praticamente sprovvista della...

Pis’cianzi accerchiata dai cantieri e «dimenticata da Dio». Uno stop improvviso dei lavori in corso per la posa della fognatura nella parte bassa di via Sottomonte, area praticamente sprovvista della rete di smaltimento dei liquami, ha innescato la protesta dei residenti della zona: temono che con questa sospensione del cantiere (della complessiva durata di sei mesi), avvenuta, dicono, due settimane fa, ora l’intervento si prolunghi sino a data da destinarsi. Il che vuol dire fare il giro del mondo a tempo indeterminato. Essendo bloccato l’inizio della strada, infatti, si ritrovano a dover dirottare auto e motorini verso via dei Moreri o via Commerciale per raggiungere il centro, senza poter fruire del normale accesso a Sud.

Gli abitanti non si sono persi d’animo e hanno lanciato subito una petizione a livello locale, che al momento ha raccolto l’adesione di una ventina di persone. Con essa chiedono la rapida ripresa dei lavori e portano avanti altre istanze che possano migliorare alcune situazioni nella zona. E ieri sera a villa Prinz, sede della Terza circoscrizione, i rappresentanti dei residenti hanno portato i problemi davanti ai consiglieri. A riepilogare il tutto Mario Jules: «Via Sottomonte è chiusa al traffico, perché il Comune ha intrapreso la sistemazione del torrente e con l’occasione anche la posa della fognatura con un cantiere che sarebbe dovuto durare 180 giorni di lavoro (costo 200 mila euro anche per il risanamento del torrente, ndr). Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo accettato la situazione, dovendo comunque utilizzare via dei Moreri o via Commerciale, anziché scendere direttamente lungo via Sottomonte per andare in centro. Ora però c’è questa novità: si sono accorti che bisogna rifare anche le condutture di acqua e gas. Siamo preoccupati perché non vorremmo che la strada rimanesse chiusa chissà fino a quando, visto che non c’è un minimo segnale di ripresa».


Il disagio si amplifica anche perché la vicina via dei Moreri, percorso stretto e impervio, con il raddoppio dell’utenza, si ingorga facilmente. «Un camioncino si è incastrato su una curva e per due giorni siamo stati costretti addirittura ad andare fino all’Obelisco. Io chiederei di chiudere il cantiere fino a quando non si saranno decisi sul da farsi oppure cercare di far passare il traffico in qualche modo, mettendo magari delle lastre in acciaio sull’intero scavo». Andrej Bole, titolare dell’omonima azienda vitivinicola, porta avanti la raccolta firme: «A cantiere già iniziato, il Comune sembra essersi accorto di dover rifare i tubi di acqua e gas. Già l’anno scorso la strada era rimasta chiusa per 9 mesi per rifare le tubature di un altro tratto, ora chissà quanto dovremo attendere. Io ho anche un’attività commerciale, devo fare consegne, via dei Moreri è ancora più stretta, quindi devo andare fino a via Commerciale. Ci sono persone anziane che hanno bisogno del taxi, ma i taxi non vogliono andare in via dei Moreri, quindi devono fare il percorso più lungo. Ma qui ci sono anche tanti altri problemi, tra cui il fatto che non ci sono dei muri di contenimento e le canalette di scolo. Non è giusto che dobbiamo metterci in moto noi perché altrimenti qui siamo dimenticati da Dio».

A placare forse gli animi la risposta dell’assessore ai Lavori pubblici Elisa Lodi: «La sospensione temporanea del cantiere è servita ad AcegasApsAmga e all’impresa appaltatrice per eseguire dei sopralluoghi e raggiungere un accordo sulla sostituzione di un tubo dell’acqua lungo 300 metri, intervento deciso recentemente. Ma che non andrà a pesare molto sulla durata complessiva del cantiere». (b.m.)

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