A rischio le palme di Abbazia

Un’immagine delle palme sul lungomare di Abbazia

Attaccate da due parassiti provenienti dalla Dalmazia, l’azienda del verde ne sta monitorando 300

ABBAZIA. La situazione non è per nulla facile e ad Abbazia torna l'allarme già lanciato anni fa. Le palme, uno dei simboli della città quarnerina, sono a rischio perché attaccate da due parassiti, la farfalla delle palme (Paysandisia archon) e il punteruolo rosso delle palme (Rhynchophorus ferrugineus). I due insetti, stando agli esperti, sono arrivati ad Abbazia e nella Regione del Quarnero dalla Dalmazia, a sua volta – nel caso delle palme – aggredita da parassiti situati in piante importate dalla Spagna. Si può dire che praticamente in tutte le maggiori località croate dell'Adriatico orientale si combatte quotidianamente contro i due dannosissimi parassiti.

Nella Perla del Quarnero il quadro è serio: sono 300 le palme che vengono sottoposte a cure perché alle prese con i due micidiali insetti. In centro città, e parliamo dei parchi e delle aree pubbliche, sono state censite più di 1.100 palme. Se a ciò aggiungiamo gli alberi presenti in cortili e altre zone di abitazioni private, il loro numero sale in modo esponenziale e dunque risulta impossibile controllare tutti i tronchi e le fronde. Con il risultato che è più facile il diffondersi di epidemie.


I primi problemi erano stati registrati quattro anni fa e da allora un discreto numero di palme non ce l’ha fatta contro la farfalla e il punteruolo rosso, essicandosi e morendo. In prima fila nel cercare di riparare i danni e curare questi alberi è l'azienda municipalizzata abbaziana Parkovi. I dirigenti di quest’ultima hanno consultato gli esperti in materia e ogni anno si spendono in media 63 mila kune (circa 8,500 mila euro) dalle casse aziendali per fronteggiare i danni provocati dagli insetti e per la cura delle palme. Di tanto in tanto si abbattono i tronchi malati, che vengono sostituiti con piante sane, mentre le palme esenti da problemi vengono trattate con metodi preventivi.

Le piante uccise dai due insetti invasivi vengono ridotte in piccoli frammenti con un macchinario speciale, oppure vengono sepolte ad almeno due metri di profondità. Stando a Raul Degano, direttore della Parkovi, è dal 2014 che la muncipalizzata sta attuando misure di tutela fitosanitaria su suggerimento del competente ispettorato. «Attualmente stiamo curando circa 300 alberi, piantati sia in zone verdi e pubbliche, sia in alcuni cortili o scoperti di proprietà del comune. I primi metodi di cura – ha rilevato Degano – non avevano dato risultati soddisfacenti, ma poi abbiamo adottato un nuovo sistema. Le palme vengono curate una volta al mese, da marzo a novembre. Credo che otterremo esiti migliori, anche se bisogna attendere qualche tempo per vedere se la cura funziona».

Degano ha invitato i proprietari di palme dislocate in orti, giardini e negli scoperti delle abitazioni a rivolgersi all'ispettorato competente non appena si accorgano di qualcosa che non va. I primi sintomi sono ben visibili e riguardano i buchi che appaiono sulle foglie. Quando la malattia è in fase avanzata l'albero si piega e si secca. A quel punto va tagliato e distrutto.

 

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