Alla scoperta di Colentum tra spiaggia e archeologia

Una veduta di quella che vuole diventare la prima spiaggia archeologica della Croazia (le foto sono tratte dal sito colentum.info

Decolla a Murter il progetto di valorizzazione dei resti dell’antica località romana. Nuovi percorsi di visita, ora si punta anche a un museo e a un giardino botanico

ZAGABRIA. Sarà la prima spiaggia archeologica della Croazia, un luogo in cui si potrà nuotare e prendere il sole, ma al contempo visitare i resti di un porto romano e perdersi tra le anfore e le rovine subacquee. Si tratta del progetto di Colentum, un sito archeologico situato sull’isola di Murter (Morter in italiano) tra Zara e Sebenico e che si appresta ad attraversare una serie di trasformazioni. Nella parte settentrionale dell’isola, dove si allunga la piccola penisola di Gradina, si trova infatti una spiaggia che si affaccia sulle isole Incoronate e sulla quale sorgono le rovine di un’antica località romana, Colentum appunto. Di quello che fu un piccolo porto dell’impero romano rimangono oggi una villa, una strada, un serbatoio d’acqua e una necropoli ancora da esplorare, mentre l’antica acropoli - la cui presenza è stata attestata dagli storici - sarebbe diventata nei secoli una fonte di materiali per le costruzioni locali, finendo per scomparire.

Al lavoro fra i resti


Lo scorso anno un progetto pilota ha consentito una prima apertura al pubblico della “spiaggia archeologica”, che ora si prepara a diventare una nuova attrazione sulla costa dalmata. «Nel 2017 abbiamo disposto un cordone galleggiante per limitare l’area balneabile e per proteggere i nuotatori e abbiamo costruito dei sentieri per raggiungere il luogo, installando delle tabelle indicative. Quest’anno, abbiamo in programma di edificare un muro a secco vicino alla spiaggia e di tracciare dei nuovi percorsi di visita», spiega Luka Jezina, responsabile del dipartimento delle Finanze al Comune di Murter-Incoronate (Općina Murter-Kornati). Il progetto punta però ad ampliarsi in futuro. In questo tratto di 200 metri di ciottoli che si apre sul mare è in programma la realizzazione di un museo e di un giardino botanico, tutte strutture pensate con l’obiettivo di unire turismo, archeologia e gastronomia.

Uno scorcio dell’area


L’anno scorso, dopo i primi lavori di pulizia svolti sotto l’occhio attento degli archeologi e dei conservatori, la spiaggia - la più grande sull’isola di Murter - ha attirato i primi curiosi e i primi risultati sono stati positivi: ora dunque il Comune ha deciso di sviluppare l’area anche con l’aiuto dei fondi europei. Assieme a partner italiani, come il comune di Rovigo, l’Università di Padova o ancora la padovana Sistemi Territoriali spa (una società a partecipazione pubblica che si occupa di trasporto ferroviario e di infrastrutture idroviarie), la cittadina croata ha infatti fatto appello al programma Ue Interreg nell’ambito di un progetto denominato Asterisk (acronimo di Adriatic Sea: Territorial Research, Innovation and Sustainable Knowledge). L’obiettivo è quello di «accrescere la sostenibilità economica e lo sviluppo del territorio, esplorando le potenzialità del patrimonio culturale locale». E nel caso di Murter, è tutta un’economia locale quella che si punta a far nascere attorno ai resti archeologici.

In bici fra i resti romani


Nei pressi di questo porto sorto nel IX secolo avanti Cristo e diventato un importante centro commerciale nel I secolo a.C. verrà infatti costruito il Parco archeologico di Colentum che già da quest’anno potrà contare su un percorso di visita sottomarino tra i resti di una villa romana e dell’antico porto. «Nei prossimi cinque anni è prevista anche l’apertura di una “Casa delle anfore” dove saranno raccolte le anfore trovate a Murter, e un giardino botanico con le piante tipiche della zona», prosegue Luka Jezina.

In futuro i turisti potranno comprare dei set di piccole anfore contenenti le spezie che viaggiavano sulle navi romane, e quegli stessi ingredienti saranno usati dai ristoratori locali per proporre piatti “a tema storico”. Allo stesso modo, anche il giardino botanico fornirà i prodotti freschi (e locali) necessari alle nuove tavole calde.
 

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