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Cervignano divisa sull’accoglienza

In municipio cittadinanza italiana all’iracheno custode del palasport, poi protesta anti-profughi dei residenti

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CERVIGNANO. «No ai richiedenti asilo, anche se si tratta di famiglie con bambini». A Muscoli, dove saranno ospitate 4 persone (25 in tutto a Cervignano), il clima è teso. Ieri mattina, una sessantina di residenti si sono presentati in municipio per parlare con il sindaco, Gianluigi Savino, che li ha ricevuti nella sala consiliare. La discussione è stata particolarmente accesa. Terminato l’incontro con i cittadini di Muscoli, l’atmosfera è cambiata radicalmente. Nella stessa sala ma con un pubblico diverso, una cinquantina i presenti, c’è stata la cerimonia pubblica di conferimento della cittadinanza italiana al quarantenne iracheno Addy Abdul Wahab, amatissimo custode del palazzetto dello sport. Il giuramento è stato effettuato davanti al sindaco Savino.

Da una parte, dunque, Cervignano ha festeggiato Addy, risultato di una perfetta integrazione, e dall’altra, è esplosa la protesta di chi dice no all’arrivo dei richiedenti asilo. «Abbiamo chiesto di visionare il progetto Sprar e il sindaco ha confermato che la location scelta si trova nella nostra via – le parole di Lina, che abita a Muscoli –. C’è stata una votazione e la maggioranza ha detto no anche alla famiglia con bambini. Solo 4 persone si sono espresse a favore. Qualcuno si è perfino offerto di comprare l’abitazione. Vogliamo la convocazione di un consiglio aperto ai nostri rappresentanti e con diritto di parola».

Savino ha spiegato le motivazioni che hanno spinto l’amministrazione ad aderire allo Sprar e ha precisato che «il progetto è stato mandato al ministero, che avrà qualche mese per accettarlo o meno, sulla base degli indirizzi politici nazionali». Il primo cittadino ha confermato di aver chiesto al prefetto di poter ospitare a Muscoli una famiglia con bambini ma i residenti hanno detto no.

All’incontro erano presenti alcuni consiglieri di opposizione e, in rappresentanza del Comitato per la Trasparenza, c’era Gianni Candotto. «Lo Sprar Uti, che avrebbe dovuto coinvolgere tutti i Comuni, interessa solo Cervignano e Terzo. Il sindaco avrebbe dovuto attendere il cambio della giunta regionale e il cambio di indirizzi sulla politica migratoria, a livello nazionale e regionale, ma aveva fretta di far arrivare i richiedenti. Non è stato ancora consegnato il progetto Sprar alla consigliera Marika Diminutto. Confido di riceverlo entro la prossima settimana».

I sindaci di Aiello, Andrea Bellavite, Bagnaria Arsa, Cristiano Tiussi, Campolongo-Tapogliano, Cristina Masutto, Ruda, Franco Lenarduzzi, Palmanova, Francesco Martines, e Torviscosa, Roberto Fasan, hanno espresso solidarietà al collega Savino. «Ieri doveva essere una giornata di festa – il commento dei sindaci –, per quanti ritengono possibile e auspicabile l’integrazione nelle nostre comunità di persone di cultura e lingua diverse. Addy Abdul Wahab, che, ieri, nel municipio di Cervignano, ha ottenuto la cittadinanza italiana, è una persona che si è conquistata l’affetto, la stima e la considerazione di tutti. Spiace che la concessione della cittadinanza sia stata trasformata da alcuni capibastone in un’occasione per alimentare un clima di timore e sospetto contro i profughi e richiedenti asilo. I progetti messi in atto dai Comuni dell’Uti dimostrano che le nostre amministrazioni hanno saputo affrontare la questione nel pieno rispetto delle comunità e grazie alla collaborazione di tanti cittadini».

Anche il consigliere regionale Pietro Paviotti ha espresso al sindaco solidarietà.

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