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Rigassificatore a Veglia spunta un documento secretato dal governo

I risultati dello studio cofinanziato dall’Unione europea sono contrari alla soluzione del terminal galleggiante

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FIUME. Gli oppositori del progetto del rigassificatore galleggiante di Veglia hanno un’arma in più. La sindaca di Castelmuschio (Omišalj), Mirela Ahmetović – che da tempo si batte contro l’impianto offshore nelle acque di fronte a questa cittadina – ha convocato i giornalisti esibendo uno studio di cui non si conosceva praticamente l’esistenza. È intitolato “Effetti macroeconomici del terminal metanifero a Veglia”, è stato redatto nel 2016 dalla azienda specializzata Ekonerg e finanziato con risorse stanziate dall’Unione europea.



«Nello studio si rileva inequivocabilmente che il rigassificatore sulla terraferma è di gran lunga più conveniente rispetto a quello piazzato in mare – ha rilevato Ahmetović – purtroppo questo cosiddetto documento sul rapporto costi-benefici viene tenuto nascosto, segreto, dalle competenti autorità di Zagabria, sempre pronte a sostenere il progetto della nave metaniera a dispetto dei desiderata espressi da tutte le municipalità dell’isola di Veglia, dalla Regione del Quarnero e Gorski kotar, da numerosi partiti e associazioni non governative, come pure di quanto manifestato dai semplici cittadini. Nonostante sia materia top secret - ha proseguito Ahmetović - sono riuscita a ottenere una copia dello studio che ho mostrato a esponenti della Commissione europea venuti a Fiume e Veglia per capire i motivi del rifiuto nei riguardi del terminal offshore».

A Veglia sono arrivati infatti Adam Szolyak, rappresentante della Direzione centrale della Commissione Ue per l’Energia e Denis Redžepagić, dell’Ufficio croato della Commissione Ue. Sono giunti su iniziativa dell’eurodeputato istriano, Nino Jakovčić, che poche settimane fa a Fiume aveva espresso la contrarietà alla gigantesca nave dinanzi a Castelmuschio. I due esponenti di Bruxelles hanno avuto dapprima un incontro al Palazzo regionale a Fiume con il governatore Zlatko Komadina e con il connazionale Erik Fabijanić, presidente dell’Assemblea conteale. I due massimi dirigenti della Regione quarnerino–montana hanno illustrato agli interlocutori i motivi della bocciatura da parte delle autorità locali parlando di mancato rispetto dei criteri economici, energetici, ecologici ed estetici.

«Non ci opponiamo affatto al rigassificatore sulla terraferma – hanno rilevato in coro – ma non possiamo accettare l’altro progetto, che reputiamo dannoso». Szolyak e Redžepagić sono stati quindi ricevuti dalla sindaca Ahmetović, che ha esibito come detto lo studio ribadendo il no a quello che ha definito un mostro galleggiante, destinato a guastare il paesaggio quarnerino e soprattutto ad inquinare l’ambiente marino. Szolyak ha rimarcato che il rigassificatore offshore a Veglia è sì molto importante per l’Europa comunitaria, ma non al punto da arrivare ad uno scontro con la comunità locale: «Posso dire che l’Unione europea non finanzierà mai un progetto illegale, per quanto possa essere utile e remunerativo – ha concluso Szolyak – ora riferiremo a Bruxelles quanto visto e appreso nella regione fiumana».

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