Nasce il coordinamento delle sigle “no Ferriera” Il portavoce è Battista

L’ex deputato M5S: «Noi interlocutore unico per le istituzioni» Riuniti Legambiente, 5 Dicembre, No Smog, Wwf e Nimdvm

La battaglia dei comitati contro la Ferriera di Servola ha un nuovo volto: è quello di Lorenzo Battista, l’ex parlamentare di M5S poi passato in Mdp, che non ha partecipato all’ultima tornata elettorale.

È l’effetto della nascita di un nuovo coordinamento che riunirà diverse realtà ambientaliste e civili cittadine, che finora si erano occupate del tema più o meno separatamente. Al tavolo della conferenza stampa, che si è tenuta ieri mattina al Caffè San Marco, sedevano esponenti di Legambiente, comitato 5 Dicembre, No Smog, Wwf, associazione Nimdvm. Mancavano soltanto il circolo Miani di Maurizio Fogar e il comitato Servola Respira di Romano Pezzetta.


Battista farà da portavoce: «La Ferriera è un problema di tutta la città. Il nostro intento è dare un coordinamento a tutte le realtà interessate, speriamo se ne aggiungano altre, in modo da dare alle istituzioni un interlocutore unico. L’obiettivo è arrivare alla chiusura dell’area a caldo, con un piano di riconversione per tutelare i posti di lavoro. Ma tenendo al primo posto la salute dei cittadini». Ha aggiunto: «Troppo spesso questo tema è stato usato in modo fraudolento in campagna elettorale, bisognerà evitare di dare troppo credito ai candidati, d’ora in poi».

Andrea Rodriguez del 5 Dicembre ha ricordato che «l’ultima presa di posizione istituzionale è la certificazione dell’Asuits dell’autunno scorso, che pur ammettendo la presenza di un problema di salute pubblica, lo definiva “non urgente”. È una formula con cui non concordiamo, e ci chiediamo anzi se ci siano dei monitoraggi periodici sullo stato di salute dei cittadini. Probabilmente il Comune ha dei dati del genere, ci chiediamo perché non li diffonda. Manca la trasparenza, ovvero quel che noi chiediamo».

Così invece Andrea Wehrenfennig di Legambiente: «Serve un nuovo accordo di programma. Questo si può conseguire annullando quello in vigore, per il mancato rispetto degli impegni presi da parte della proprietà, ad esempio la copertura dei parchi minerali. Altrimenti può esser fatto di comune accordo fra istituzioni e proprietà. Quest’ultima è forse la via preferibile, se si creasse un’alternativa credibile, magari in ambito portuale, all’attività dell’area a caldo. In ogni caso le associazioni e i comitati devono essere tra gli interlocutori, come previsto dalle direttive europee».

Alda Sancin di No Smog ha dichiarato: «Arpa ha pubblicato un volume sullo stato di salute della regione in cui si fanno soltanto degli accenni alla Ferriera. Ci saremmo aspettati un capitolo dedicato. Quel che conta è che solo quest’anno ci sono state 600 segnalazioni alla Polizia locale da parte dei cittadini di Servola. Se fosse successo a una piccola azienda avrebbe avuto dei problemi, a una grande azienda questo non succede. Per dare uno sbocco portuale a quell’area servono infrastruttura, un lavoro che bisognava iniziare ieri, non un domani».

Alberto Kostoris di Nimdvm ha dichiarato: «Solo l’unità di intenti fra cittadini può dare una svolta. Spero che altre realtà aderiscano al coordinamento».

Dal pubblico è intervenuto il candidato M5S alle regionali, Alessandro Fraleoni Morgera: «Siamo l’unica forza politica che ha sempre sostenuto la chiusura dell’area a caldo. Se dovessimo andare al governo la nostra posizione non cambierebbe».

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