In Fvg al lavoro in bici solo il 6%. Ma quasi la metà pronta a tradire l’auto

Il sondagggio Swg

Sondaggio Swg commissionato da Fiab: non mancherebbe la “voglia di pedalare” se ci fossero più piste ciclabili

TRIESTE. C’è tanta “voglia di bicicletta”, ma c’è anche tanto da pedalare. La mobilità in Friuli Venezia Giulia è ancora in larga misura insostenibile, troppo legata all'uso esclusivo di auto e scooter (77%). Ma è in atto un cambiamento culturale verso la bici, mezzo che in qualche forma interessa più della metà dei cittadini della regione.

Giunge a questa conclusione il sondaggio presentato da Swg, in collaborazione con la Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) e svolto su un campione di 1.200 residenti in Friuli Venezia Giulia. Per andare al lavoro il 77% delle persone usa auto o scooter, solo il 9% usa i mezzi pubblici, l'8% va a piedi. A usare la bici è il 6%, pari a 58 mila cittadini.

Stalli per le bici degli operai di Fincantieri a Monfalcone

«Un dato superiore alla media nazionale - osserva Maurizio Pessato, presidente di Swg -, ma molto inferiore alle percentuali di altre nazioni dove l'uso della bici supera spesso il 20%». In alcune città come Copenaghen e Groningen supera quello delle auto. Un 16% usa la bici qualche vota al mese e un altro 11% la usa per fare delle gite. «In totale quindi un terzo della popolazione utilizza, con diversa intensità, la bicicletta». A queste percentuali si somma un 21% di cittadini tentati dall'utilizzo del mezzo, se fossero presenti delle piste ciclabili. Vi è pertanto un “mercato” potenziale di ciclisti che passerebbero a un uso regolare del mezzo in presenza di condizioni adeguate. Un invito quindi alle istituzioni a indirizzare gli investimenti su scelte urbanistiche di questo tipo.

Ciclisti nel tempo libero


Per il 16% della popolazione gli investimenti per promuovere gli spostamenti a piedi e in bici dovrebbero essere prioritari; il 20% ritiene giusto fare qualche investimento. Quasi la metà (incredibile, ma vero) si dichiara disposta a togliere dello spazio alle automobili a favore della realizzazione di piste ciclabili. In generale, a frenare l'uso della bici sono sia l'esistenza di scarse infrastrutture dedicate sia la pericolosità del mezzo.

In conclusione, dalle risposte dei cittadini del Friuli Venezia Giulia emerge un importante cambiamento culturale che mostra una crescente attenzione e disponibilità verso la promozione dell’uso quotidiano della bicicletta. «La bicicletta è amica dell’ambiente. Fa bene alle perone e riduce i costi sanitari. Non fa rumore. In altre parole migliora la qualità della vita» spiega Luca Mastropasqua, presidente Fiab Trieste.

Una bici parcheggiata vicino al teatro romano di Trieste

Se nei prossimi anni verranno messe in campo azioni per dare risposte alle 200 mila persone che “pensano spesso” che in presenza di una pista ciclabile lascerebbero volentieri l’auto a casa per raggiungere il posto di lavoro in bici, questo porterebbe numerosi e significativi benefici «Per chi pedala: perché farlo vuol dire salute e benessere, risparmio di soldi e di tempo, e benefici per le nostre città perché più ciclabilità vorrebbe dire meno smog e meno traffico, città più belle e a misura di persona, attraenti sia dal punto di vista economico che turistico. Dare risposta a questa domanda sarà, auspichiamo, una sfida che chi governerà la Regione nei prossimi 5 anni vorrà e saprà cogliere».

È stato questo l’appello di Federico Zadnich, coordinatore Fiab Fvg. Ad ascoltarlo ieri non c’erano molti politici. All’incontro si sono fatti vedere solo l’ex senatore Francesco Russo e la capogruppo Pd al Comune di Trieste Fabiana Martini. Si spera che diventi perlomeno un tema della campagna elettorale appena iniziata.

Biciclette parcheggiate

Video del giorno

"Chiara mi vuoi sposare?": la proposta di Ester sul campo di rugby a fine partita a Bari

Panino con hummus di lenticchie rosse, uovo e insalata

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi