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Task force potenziata per riscuotere le tasse non pagate al Comune di Trieste

Oltre ad Esatto entrerà in campo anche l’Agenzia delle Entrate Caccia a 100 milioni di arretrati. I grillini contestano la formula

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TRIESTE «Abbiamo un arretrato importante da recuperare, e dobbiamo mettere in campo tutti gli strumenti». L'assessore comunale al Bilancio Giorgio Rossi commenta così la delibera di modifiche e integrazioni al Regolamento generale delle Entrate approvato dal Consiglio comunale. Un pacchetto di norme con cui l’ente pubblico conta di riscuotere tutto il dovuto, e non è poco: circa un centinaio di milioni di euro. Le modalità scelte, però, hanno sollevato le proteste dell'opposizione, in particolare del Movimento 5 Stelle.

In aula Rossi ha spiegato: «Si rende necessaria una revisione del regolamento al fine di armonizzarlo con il nuovo contratto di servizio tra il Comune di Trieste la società Esatto Spa, e integrarlo con le disposizioni necessarie alla corretta esecuzione delle attività di riscossione coattiva». Si tratta, in particolare, di mettere in campo strumenti che arrivino laddove Esatto non può arrivare.

La principale novità è l'ingresso, qualora le attività di Esatto non abbiano avuto l'esito, di Agenzia delle Entrate - Riscossione: è sostanzialmente il nuovo nome di Equitalia, che in passato era stata eliminata dal Comune proprio in seguito a una mozione presentata dal forzista Everest Bertoli. Un punto che ha destato le ire del capogruppo M5S Paolo Menis: «La mozione di Bertoli era analoga a una nostra, e noi concordavamo con lui su quell'argomento. Ora però anche lui deve aver cambiato idea». L'Agenzia potrà essere chiamata in causa, tramite Esatto, in tre casi: per la sua possibilità di sommare i crediti degli altri soggetti che riscuotono a mezzo ruolo al fine di "raggiungere" le soglie minime di importo previste per l'iscrizione ipotecaria e per l'espropriazione immobiliare; per l'accesso all'anagrafe dei conti correnti; per la copertura di attività di riscossione su tutto il territorio nazionale quando il domicilio fiscale del debitore sia esterno al Comune di Trieste.

Si prevede inoltre la possibilità che Comune ed Esatto cedano il credito nei casi in cui la procedura si sia rivelata senza esito. Nella fattispecie lo strumento è la cessione “pro soluto”, quella in cui il cedente non risponde dell’eventuale inadempienza del debitore.

Tra gli sparuti interventi in aula quello del capogruppo leghista Paolo Polidori, che ha definito il rinnovato regolamento «severo ma giusto». I consiglieri di Fi Piero Camber e Alberto Polacco hanno proposto invece un emendamento, approvato, per cui i pubblici esercenti potranno chiedere la rateizzazione di un debito senza che venga loro sospesa la concessione, come avveniva invece finora.

Durante la presentazione il presidente della commissione competente, Roberto Cason, ha rilevato come in diverse circoscrizioni sia mancato il numero legale. Un passaggio che ha destato le ire del dem Marco Toncelli e del 5 Stelle Paolo Menis: sia perché non afferente alla delibera, sia per un motivo più politico. Ha detto Menis: «Inutile bacchettare i consiglieri circoscrizionali quando gli assessori, invece di andare a presentare le delibere in ogni circoscrizione, fanno una presentazione unica pretendendo che tutti partecipino. Hanno fatto bene i consiglieri del Movimento, del Pd e anche della Lega Nord a non partecipare».
 

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