Fantoni: «Una squadra di big per la Capitale della scienza»

Il presidente della Fondazione Internazionale Trieste, Stefano Fantoni

L’anima di Esof 2020 traccia il bilancio dopo il primo appuntamento operativo: «Nella commissione che gestirà tutto i numeri uno di Infn, Cnr, Area e dell’Ogs»

TRIESTE Tesi (Trieste Encounters on Science and Innovation), lo strumento operativo della Fondazione Internazionale Trieste (Fit) che si occupa di avviare il programma pro Esof prima della settimana clou del 2020, ha concluso il suo primo appuntamento. Già programmate le prossime due date, annuncia Stefano Fantoni, che chiameranno all’appello i professionisti del mondo delle infrastrutture di ricerca e della science diplomacy. Intanto si prosegue a lavorare sugli eventi da organizzare. Le proposte non mancano, anzi, è stata attivata proprio in questi giorni la pagina web dove poterle inviare. Tra le varie attività, Fantoni continua a battere cassa: con il segretario generale di Euroscience Peter Tindemans andrà a bussare ancora una volta alla porta dell’Unione europea.

Fantoni, qual è stata la prima impressione alla fine di questa due giorni?


Quella mia e anche di Peter Tindemans è stata molto buona, la partecipazione di tutte le componenti è stata molto alta e qualificata, Tindemans si è reso conto del livello delle persone che stanno lavorando. Il tema generale è stata la comunicazione scientifica verso il pubblico. Erano presenti dieci nazioni dell’area del Centro Est Europa con 15 esperti. E ho capito che questi Paesi hanno una divulgazione scientifica davvero buona.

Da che cosa lo ha colto?

Dalle strutture che hanno messo in piedi e dagli eventi che fanno annualmente.

Le prossime riunioni?

Penso fra un mese, forse fra due. Il tema sarà sulle infrastrutture di ricerca, cioè su tutte quelle grandi strutture scientifiche e tecnologiche alle quali accedono scienziati e imprese. L’area del Centro Est Europa non ne ha tante. Inviteremo dunque ospiti, come fatto ora. E poi parleremo di science diplomacy.

A che cosa servono questi incontri?

Cerchiamo di individuare le tematiche che devono essere rappresentate nel programma del 2020 e per ciascuna area di argomento anche i giusti referenti dei diversi Paesi, in modo che questi ultimi divulghino i contenuti di Esof correlati al tema per far conoscere e invitare un pubblico sempre maggiore.

Vorreste ottenere ancora risorse dall’Ue. Tindemans è d’accordo?

Sì, andremo assieme lui e io, facendo riferimento anche alle altre varie direzioni generali, non solo a quella della Ricerca. Poi faremo un foundraising per attrarre capitale privato quando ufficialmente ci verrà passato il prossimo luglio il timone da Tolosa, l’attuale Capitale della scienza europea.

In questi giorni avete parlato anche di science centre?

Sì, con alcuni importanti rappresentanti di queste strutture in modo da cercare di organizzare alcune attività che rimangano anche dopo il 2020. Dopo il trasferimento dell’Immaginario scientifico nel Magazzino 26, si può lavorare a un allargamento con delle attività a cui si sta già pensando con la cooperativa che lo gestisce.

È stata nominata la commissione principale di Esof?

Sì, lo “Steering committee”, che gestisce tutto e, oltre a Tindemans e me, per la parte italiana sarà composto dai numeri uno di alcuni enti: Fernando Ferroni (Infn), Massimo Inguscio (Cnr), Sergio Paoletti (Area Science Park) e Cristina Pedicchio (Ogs). E ancora dalla grande economista triestina Fiorella Kostoris.

 

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