Evita il cemento lo stagno di Medea

La presenza stagionale costante di cigni e anatre; il laghetto di Medea nel suo sviluppo (Fotoservizio di Pierluigi Bumbaca)

Revocata la licenza a costruire che prevedeva il parziale interramento. Iter per il riconoscimento di biotopo

MEDEA. L’azienda agricola Vriz di Medea ha rinunciato definitivamente ad attuare i lavori previsti dal progetto di recupero ambientale che includevano l’interramento parziale dello stagno di Medea, zona di interesse naturalistico denominata “Busatta” in località Topadich. Verrà invece rafforzato il suo carattere ambientalistico di zona umida di valore faunistico e naturalistico con la proposta alla Regione di riconoscimento dell’area di Biotopo naturale per tutelarne l’integrità e la salvaguardia.

Alla rinuncia del progetto da parte dei proprietari ha fatto seguito la pronuncia del Comune di Medea di avvenuta decadenza del permesso di costruire. Con questi provvedimenti viene, di fatto, scongiurata l’eliminazione dello stagno e si apre ora un percorso che ha l’obiettivo di salvaguardare e di valorizzare la zona. Una soluzione che si è determinata dopo anni di attesa di dibattiti e anche contrasti. La proprietà privata aveva predisposto un progetto di recupero ambientale ottenendo nel 2009 un permesso a costruire dalla precedente amministrazione guidata dal sindaco Alberto Bergamin. Lo stesso Bergamin, in seguito ad una segnalazione del Wwf sulla presenza nello stagno di specie protette aveva provveduto a sospendere tale autorizzazione.

Il cartello di divieto di accesso all’area (Fotoservizio di Pierluigi Bumbaca)


Contro ogni progetto che prevedesse il riempimento del bacino si è battuto in questi anni il Comitato “Gli Amici dello stagno”, chiedendo la revoca definitiva del permesso. L’attuale sindaco Igor Godeas nel 2016 aveva annunciato che avrebbe subito annullato il permesso a costruire rilasciato alla proprietà. Ci sono poi voluti altri due anni per una definizione della questione. È stata la stessa proprietà privata nell’atto di rinuncia a suggerire «la riqualificazione della zona trasformandola in biotopo umido con l’indicazione – si legge nella lettera di rinuncia – di mantenere lo stagno di Medea con la vegetazione e la fauna che gli è propria, tutelando così la flora e gli anfibi presenti nella zona. Soprattutto di quest’ultimi, la Rana dalmatina, il Rospo smeraldino e il Tritone crestato si vuole salvaguardare il loro sito riproduttivo come richiesto dalla legge».

Il cartello di divieto di accesso all’area (Fotoservizio di Pierluigi Bumbaca)


La proprietà nel proporre la riqualificazione della zona ha allegato anche una relazione naturalistica dello stagno di Medea realizzata dallo studioso Michele Tofful e una nota di Claudio Siniscalchi, presidente dell’Associazione ambientalista Eugenio Rosmann di Monfalcone. La giunta comunale di Medea il 9 marzo ha predisposto la delibera per il riconoscimento dello stagno come biotopo naturale e ha autorizzato il sindaco a presentare formale richiesta alla Regione perché si tuteli l’area. «L’amministrazione comunalele – sottolinea Igor Godeas – ha sempre pensato di valorizzare questo sito, ma non è stato semplice revocare un atto sospeso già da molti anni. È stato importante e fondamentale trovare una soluzione condivisa con la proprietà. Ringrazio anche Tofful e Siniscalchi per il sostegno e la collaborazione data».
 

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