La misteriosa identità del corpo nel fosso

Gli investigatori sul luogo in cui è stato trovato il corpo (foto Lasorte)

La Procura apre un’inchiesta sul giallo dell’uomo trovato mummificato nella zona del Rio Ospo. Ipotizzato l’esame del dna

MUGGIA Ancora mistero sull’identità del cadavere rinvenuto martedì, attorno a mezzogiorno, in zona Rio Ospo. Il pubblico ministero Massimo De Bortoli ha aperto ufficialmente un’indagine. Un atto dovuto in circostanze del genere. Stando alle scarne informazioni sin qui disponibili, si tratta certamente di un uomo, probabilmente in età avanzata. Per risalire alle esatte generalità, i carabinieri stanno proseguendo gli accertamenti con i registri delle persone scomparse.



Gli investigatori per ora si stanno muovendo sui database disponibili, sulle denunce e sulle segnalazioni. Ma si spera anche che possa farsi avanti un familiare o un possibile conoscente della vittima. Nelle prossime ore potrebbe rendersi necessario anche l’esame del dna. Gli specialisti di medicina legale intervenuti sul posto subito dopo la macabra scoperta, il dottor Fulvio Costantinides e il dottor Carlo Scorretti, non avrebbero però ricevuto ancora indicazioni in questo senso. Ignote pure le cause del decesso, su cui si pronunceranno i medici al più presto.

Il cadavere è stato trovato nella tarda mattinata dell’altro ieri in un’area boschiva della zona industriale, da un dipendente dello stabilimento “Pasta Zara” di Muggia. L’operaio stava controllando la recinzione della fabbrica, si è accorto per caso di quel corpo riverso in un fossato, tra l’erba alta e le sterpaglie, sul versante che dà sul alto del Rio Ospo. La salma versava in un avanzato stato di decomposizione, sebbene non ancora mummificata, tale da non rendere più distinguibili i connotati del volto.



Il viso, stando alle testimonianze, era rivolto verso il cielo con le mani appoggiate sul petto, come se la vittima stesse tentando di ripararsi dal freddo. Da quanto si è saputo, vestiva un giubbotto leggero; e, pare, anche abiti sportivi. L’uomo non aveva alcun documento addosso.

Il corpo era lì per terra all’aperto, in quella posizione, da molti giorni. Settimane, evidentemente, se non addirittura mesi. Il dipendente di Pasta Zara ha immediatamente allertato i soccorritori. I primi a raggiungere la zona sono stati i vigili del fuoco di Muggia. I carabinieri sono intervenuti subito dopo, con le pattuglie di Trieste e Muggia, così come i sanitari del 118.

I primi esami sul defunto sono stati effettuati dai medici legali incaricati dalla Procura. Per consentire la rimozione del cadavere, affidata a una ditta specializzata, è stato necessario attendere il via libera della Procura.

L’uomo potrebbe essere morto per un malore improvviso, magari facendo jogging o passeggiando. Anche se quel punto, degradato e piuttosto impervio, non sembra prestarsi molto ad attività di questo tipo.

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