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A Trieste niente più vincoli per chi vuole ampliare casa

D’ora in poi si potranno ingrandire anche le abitazioni in centro e in Costiera sprovviste di parcheggi nei dintorni. Ristrutturazioni meno costose per i negozi

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TRIESTE Novità e sgravi in arrivo per chi si appresta a recuperare, ristrutturare o ampliare immobili nel comune di Trieste, in particolare a uso residenziale e di servizio. Li prevede la delibera municipale sulla “Rideterminazione degli oneri di urbanizzazione e di costruzione”, che recepisce la legge regionale 19 del 2009. Un atto, spiega l’assessore all’Urbanistica Luisa Polli, che punta al recupero del patrimonio esistente, fornendo incentivi e agevolazioni per il riutilizzo e la ristrutturazione di abitazioni vuote e sfitte (che a Trieste sono circa 13 mila), così come per la riapertura di locali commerciali ad uso “servizi”. «Vediamo molti locali vuoti perché riaprirli costa tanto quanto realizzare una nuova costruzione - spiega Polli -. Con questa delibera invece offriamo la possibilità a chi prende in mano un locale di pagare importi molto più bassi, pari a quelli di una ristrutturazione. Miriamo così a dare una spinta anche alla rivitalizzazione delle periferie, dove si contano un gran numero di saracinesche abbassate: questa delibera sarà uno stimolo per avviare nuove attività».

L’applicazione dei nuovi parametri, sottolinea l’ingegnere Lea Randazzo, responsabile dell’ufficio Interventi edilizi del Comune, comporterà una diminuzione degli importi da corrispondere per il costo di costruzione per quasi tutte le tipologie di intervento e in tutte le zone, in particolare per gli interventi di ristrutturazione e ampliamento. Ma ecco, punto per punto, ciò che cambierà una volta che la delibera sarà approvata dal Consiglio comunale.

Nuove attività in locali sfitti

Aprire una nuova attività con destinazione d’uso “servizi” (parrucchiera, estetista, calzolaio) in un locale sfitto, diventerà molto meno dispendioso. Per esempio per un cambio di destinazione d’uso di un locale di circa 130 metri quadri nel perimetro del centro da ufficio a parrucchiera attualmente si pagano circa 11 mila euro. Con le nuove tabelle la cifra sarà ridotta quasi a zero. «Abbiamo cercato d’intervenire su questo punto perché sono molti i cittadini che vorrebbero aprire una nuova attività ma poi si bloccano davanti ai costi decisamente elevati dell’operazione. Così miriamo a rivitalizzare i locali sfitti e a dare vita a un circolo virtuoso, che ci garantirà entrate attraverso altri canali», spiega Randazzo.

Ristrutturazioni di abitazioni

Attualmente per chi decide di ristrutturare e ampliare la propria abitazione, magari per l’arrivo di un figlio, è obbligatorio reperire un parcheggio di pertinenza entro mille metri dall’abitazione. «Condizione che molte abitazioni, specie in centro o in Costiera, non sono in grado di soddisfare - spiega Polli -. Con la nuova normativa, invece, una volta dimostrato che non esiste la possibilità di reperire un parcheggio entro i 1000 metri, si potrà procedere ugualmente con l’ampliamento pagando una cifra in denaro corrispondente alla metratura del posto auto corrispondente (circa 320 euro a metro quadro, ndr)». «L’esigenza di ampliamento riguarda un buon numero di residenti - aggiunge Randazzo -. In questo modo veniamo incontro alle necessità della cittadinanza, monetizzando la superficie da adibire a parcheggio».

Risparmio energetico

Viene abbattuto leggermente anche il contributo per chi costruisce nuovi edifici ecocompatibili: «Tenuto conto da un lato degli elevati costi di costruzione e, dall’altro, del beneficio per tutta la comunità, abbiamo voluto dare un segnale minimo per incentivare anche questo tipo d’intervento», spiega Polli. «Grazie alla discrezionalità consentita nell’applicazione della normativa nazionale, abbiamo introdotto degli incentivi per il risparmio energetico: daremo un contributo del 10% sulle spese per la costruzione e la riqualificazione di edifici progettati a energia quasi zero. Così anticipiamo i tempi anche rispetto alla norma di settore, che lo prevede come obbligo di progettazione dal 2021», spiega Randazzo.

Varianti urbanistiche

La novità di maggior rilievo su cui il Comune punta per recuperare introiti a fronte dei minori incassi che saranno generati dalla diminuzione degli oneri di urbanizzazione e di costruzione, si riallaccia al Testo unico sull’edilizia nazionale. Prevede un “contributo straordinario” a carico dei richiedenti nel caso di varianti urbanistiche da cui derivi un aumento del valore dell’immobile, in deroga o con cambio di destinazione d’uso. Il richiedente dovrà pagare al Comune il 50% del plusvalore dell’area a seguito della trasformazione urbanistica o in denaro o attraverso la realizzazione di opere pubbliche. «Nell’ottica dei nuovi progetti che stanno interessando il capoluogo e seguendo l’esempio di altri Comuni abbiamo introdotto questa novità, che prevede anche la possibilità di realizzare delle opere pubbliche, con un ritorno ai cittadini e alla comunità», conclude Polli.

 

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