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Consorzio industriale I paletti del Comune su gestione e sviluppo

Il vicesindaco Nicoli: «I vertici avranno un rapporto diretto con la nostra amministrazione. Tra i compiti anche il Porto» 

Il Consorzio di sviluppo economico del Monfalconese diventerà il perno di un nuovo Sistema Monfalcone attorno al quale ruoterà la portualità, la nautica, l’enorme indotto dei cantieri, la crescita imprenditoriale. È questa la «pagina nuova» che si apre sul futuro del Consorzio. E a tracciare la nuova “mission” è il vicesindaco e assessore alla Pianificazione territoriale Giuseppe Nicoli che, al posto del sindaco Cisint, replica all’intervista al presidente uscente, Enzo Lorenzon. E torna anc ...

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Il Consorzio di sviluppo economico del Monfalconese diventerà il perno di un nuovo Sistema Monfalcone attorno al quale ruoterà la portualità, la nautica, l’enorme indotto dei cantieri, la crescita imprenditoriale. È questa la «pagina nuova» che si apre sul futuro del Consorzio. E a tracciare la nuova “mission” è il vicesindaco e assessore alla Pianificazione territoriale Giuseppe Nicoli che, al posto del sindaco Cisint, replica all’intervista al presidente uscente, Enzo Lorenzon. E torna anche sul famoso tesoretto da 20 milioni trovato dal sindaco Cisint di cui Lorenzon, con tanto di parere scritto degli stessi revisori dei conti, nega l’esistenza.

«Mi spiace che il presidente uscente sia scivolato su un argomento di cui dimostra di non avere dimestichezza - bacchetta Nicoli - lui è un bravo imprenditore, ma in materia di gestione finanziaria ascolti chi conosce il mestiere. Lo invito a leggere pagina 25 della nota integrativa al bilancio, votato da tutti, dove troverà tutti i dettagli delle disponibilità dell’ente come ben precisato dal sindaco Cisint e che per inciso superano i 20 milioni di euro».

E sottolinea anche che sarà il sindaco del Comune di Monfalcone a guidare personalmente le scelte del Consorzio: «I nuovi vertici - precisa - avranno un rapporto diretto con l’amministrazione comunale che saprà farsi valere per accompagnare lo sviluppo di questo ente». Nicoli che parla per il sindaco Cisint proprio sulle nomine dei nuovi amministratori intende anche chiarire «definitivamente una speculazione politica che non sta in piedi: quella sulla scelta dei nuovi amministratori». Questa scelta, spiega il vicesindaco «risponde all’esigenza di dare una visione di futuro al nostro territorio che vive una situazione problematica e ha la necessità di investimenti, di nuovi insediamenti e occupazione». Serviva una «svolta rispetto al modo di operare del passato» perché il consorzio «deve diventare un ente economico a tutto tondo oltre che industriale». Ed è per questo che per reggerne le sorti «sono state chiamate persone competenti e qualificate capaci di imprimere all’ente un nuovo impulso in questa direzione». Poi una battuta sul fatto che nessuno è di Monfalcone: «Cosa centra la residenza degli incaricati? - chiede Nicoli - Di quale divisione del territorio si sta parlando? I veri temi sono i posti di lavoro, le nuove produzioni, la crescita produttiva. Come mostrano anche i risultati elettorali, è passata la stagione del consorzio lottizzato per sistemare qualche posizione residuale della sinistra».

Passiamo alla «nuova missione» del Consorzio. E Nicoli spiega che il Comune ha «una strategia complessiva» nella quale rientra anche l’azione del Consorzio. «Come ha rimarcato anche il sindaco - aggiunge il vicesindaco - si apre una pagina nuova in cui costruire un vero e proprio Sistema Monfalcone, nel quale le opportunità ancora da cogliere sono la portualità, la nautica, l’enorme indotto dei cantieri, la crescita imprenditoriale».

Secondo Nicoli bisogna recuperare «i gravi ritardi del passato, come quello della mancanza del piano regolatore portuale e valorizzare le nostre potenzialità». Temi in realtà che non spettano per legge al Comune visto che la legge 12 del 2012 ha affidato alla Regione le competenze di pianificazione (piano regolatore portuale) e gestione delle concessioni in porto. Ma è anche in piedi pure la costituzione di un unica Autorità si sistema portuale che per ora vede la guida nel presidente dell’Autorithy triestina Zeno d’Agostino, una fusione che non è stata ancora realizzata e che vede Monfalcone fuori dalla governance. Non basta, a Monfalcone c’è anche un’Azienda speciale del porto che si occupa della gestione portuale. Ma secondo Nicoli il Comune «è obbligato a prendere in mano e governare l’intero assetto dello sviluppo economico, non in polemica verso il passato, ma come necessità e obiettivo di rilancio del territorio. In questa strategia anche il Consorzio è parte, così la riforma di MareFvg e la partecipazione a pieno titolo nella governance del sistema portuale. Tutti dovrebbero collaborare a questo disegno, invece la sinistra si arrocca in critiche senza costrutto in una visione arcaica e superata che non porta da nessuna parte e può solo fare male alla città». (g.g.)