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Commercio, chiusi 63 negozi in 5 anni

Si sperava che il 2017 fosse l’anno della ripresa ma non è stato così. Madriz: «Il canale online è il concorrente più temibile»

Nel 2013, a Gorizia, c’erano 441 aziende attive nel settore del commercio al dettaglio (escluso quello di autoveicoli e di motocicli). Oggi, il loro numero si è ridotto a 378. Significa che, nel breve volgere di un quinquennio, si sono persi per strada 63 negozi: un numero sicuramente non banale in una città che vuole recitare un ruolo importante in ambito commerciale.

In archivio un 2017

di difficoltà

Confcommercio non nasconde le difficoltà. Non le ha mai nascoste, con grande onestà intellett ...

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Nel 2013, a Gorizia, c’erano 441 aziende attive nel settore del commercio al dettaglio (escluso quello di autoveicoli e di motocicli). Oggi, il loro numero si è ridotto a 378. Significa che, nel breve volgere di un quinquennio, si sono persi per strada 63 negozi: un numero sicuramente non banale in una città che vuole recitare un ruolo importante in ambito commerciale.

In archivio un 2017

di difficoltà

Confcommercio non nasconde le difficoltà. Non le ha mai nascoste, con grande onestà intellettuale. Non a caso, il presidente Gianluca Madriz nel suo bilancio relativo al 2017 evidenzia come l’anno passato «sembrava essere quello della lieve ma rassicurante ripresa. Purtroppo, non è stato così. Però, una nuova consapevolezza si è consolidata negli imprenditori: una crescita quantitativa che riporti alle “vacche grasse” ce la scordiamo, ma uno spazio per il negozio tradizionale nell’economia cittadina c’è eccome. E passa per la una selezione sempre più accurata dei prodotti, ma anche e soprattutto attraverso un quotidiano lavoro di ricostruzione del rapporto con il cliente che faccia del negozio uno spazio fisico per far vivere esperienze complete, originali, personalizzate, continuamente nuove e social, con il racconto e l’esperienza che accompagnano il prodotto e la vendita».

Madriz ammette che non è facile impegnarsi a cambiare continuamente anche il modo di vendere per restare su un mercato sempre più difficile. «La formazione - rimarca - è uno strumento indispensabile, e anche in questo senso siamo sempre impegnati a costruire strumenti adatti alle esigenze degli imprenditori. Anche nel negozio più tradizionale la formazione è un investimento strutturale, perché porta nuove competenze e ancora l’azienda più saldamente al mercato, valorizza il lavoro e consente di comunicare nel modo giusto con il mercato. Un mercato che mai come nello scorso dicembre ha dimostrato che la rete è un competitor potentissimo in una fetta sempre più ampia di consumatori, non solo i millenials, e le conseguenze si sono quindi sentite anche a Gorizia in modo inedito, dove la “maturità” della popolazione ci aveva illusi che almeno per questo aspetto fosse un fattore positivo. Non aggiungo nulla sui centri commerciali, di cui abbiamo già detto nei giorni scorsi».

Un approccio

manageriale

Secondo Confcommercio, sono necessari «nuovi approcci “manageriali” nella gestione dei centri cittadini e progetti capaci di intercettare finanziamenti europei importanti, alimentando un metabolismo urbano sostenibile. Economicamente e socialmente sostenibile. Gli accesi dibattiti che si aprono su questioni come le attività di somministrazione temporanea non imprenditoriale, i comitati antischiamazzi, l’accessibilità e le pedonalizzazioni dei centri urbani, sono tutte manifestazioni della delicatezza di questa nuova sostenibilità. E vanno affrontate con rispetto e lungimiranza, non come se si trattasse di scaramucce. E visto che tutto il territorio provinciale è stato oggetto di allarmanti episodi criminosi, fortunatamente sporadici, mi sento anche di ricordare che commercio e sicurezza nei centri cittadini hanno un legame concreto. Il negozio è oggettivamente sentinella del territorio: più luce, più presidio, più sicurezza», rimarca il presidente Madriz. «Anche l’ambiente negozio è un fattore determinante: illuminazione, merchandising, ma anche musica e profumi. Lo spazio che accoglie i prodotti e i clienti deve cambiare continuamente, e a sostegno degli indispensabili investimenti per rinnovare continuamente lo spazio di vendita il nostro impegno politico è duplice: verso il sistema bancario con tutti gli strumenti di affiancamento come i prodotti Confidi, ma anche verso il sistema di incentivi pubblici a livello nazionale, regionale e territoriale (Fondo Gorizia) con cui interloquiamo continuamente per contribuire alla definizione di soluzioni adatte».

La sfida

del “fare impresa”

Insomma, fare imprese è una sfida. «Ma proprio sulla micro e piccola impresa si basa il rilancio del Paese. Quindi, il sodalizio tra piccoli imprenditori, consumatori e amministratori è una sfida comune su cui può basarsi il rilancio di tutto il sistema Paese. E Confcommercio è pronta, anche nel 2018, a lavorare per vincerla questa sfida», spiega Madriz che conclude con una curiosità. «In base all’indagine Format Research commissionata da Confcommercio, il concorrente più temuto dalle imprese al commercio al dettaglio (44,3%) è il canale online, che supera la grande distribuzione (spauracchio principale “solo” per il 30,5% delle imprese)».

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