Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Coldiretti sponsorizza la “Rosa dell’Isonzo”

Il radicchio creato dall’Istituto Brignoli ottiene la benedizione dell’associazione Al progetto sarà dedicato domani un convegno all’Enoteca “La Serenissima”

GRADISCA. Il radicchio rosa made in “Brignoli” conquista anche il convinto appoggio della locale Coldiretti. L’organizzazione di categoria ha dedicato all’innovativo progetto “La Rosa dell’Isonzo, una prelibatezza del nostro territorio” – che coinvolge proprio gli studenti del “Brignoli” e i produttori del territorio isontino – un incontro. L’appuntamento è domani alle 18, all’Enoteca Regionale “La Serenissima” di via Battisti a Gradisca. L’introduzione è a cura di Paolo Cappelli, responsabi ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

GRADISCA. Il radicchio rosa made in “Brignoli” conquista anche il convinto appoggio della locale Coldiretti. L’organizzazione di categoria ha dedicato all’innovativo progetto “La Rosa dell’Isonzo, una prelibatezza del nostro territorio” – che coinvolge proprio gli studenti del “Brignoli” e i produttori del territorio isontino – un incontro. L’appuntamento è domani alle 18, all’Enoteca Regionale “La Serenissima” di via Battisti a Gradisca. L’introduzione è a cura di Paolo Cappelli, responsabile di Campagna Amica Coldiretti Gorizia e Trieste. A seguire Marco Fragiacomo, dirigente scolastico del “Bem-Brignoli Einaudi Marconi”, illustrerà il Progetto “Rosa dell’Isonzo” assieme al suo coordinatore Giovanni Cattaruzzi. Si parlerà anche di valorizzazione dei prodotti agricoli del territorio con i produttori Paolo Blasizza e Barbara Goss. Al termine, assaggi di prodotti a base del prelibato radicchio. Una ventina di produttori coinvolti fra Isontino e Bassa Friulana (ma l’obbiettivo è arrivare a 30), una produzione di 54 mila kg annui, un fatturato potenziale stimato in 650 mila euro l’anno. Sono le caratteristiche del progetto “Rosa dell’Isonzo”, che vede fianco a fianco l’Istituto tecnico agrario “Brignoli” di Gradisca e gli agricoltori della zona nella produzione del pregiato radicchio rosso isontino. Con la benedizione e il know-how dell’Ersa. Dopo lo spumante “Emopoli”, altro prodotto realizzato a scuola, l’istituto è dunque pronto per una nuova sfida che è un po’ didattica, un po’ alternanza scuola-lavoro e un po’ marketing. Ma soprattutto è una sfida in grado di unire il territorio e innescare meccanismi economici virtuosi. “Rosa dell’Isonzo” vuole sviluppare una filiera per la costituzione di nuove varietà di radicchio rosso e giallo a partire da ecotipi locali, tramite un gruppo di esperti che selezioneranno in campo soggetti di interesse da riprodurre su scala industriale mediante semente autoprodotte e registrate. Il prodotto finito sarà protetto tramite un marchio depositato e la filiera produttiva sarà assoggettata a un disciplinare per uniformare la qualità della produzione che verrà controllata tramite una Commissione di tecnici insediata al “Brignoli”. Studenti protagonisti – accanto ai produttori – dalla produzione della semente fino alla commercializzazione, dunque: difficile immaginare per loro un’esperienza di avvicinamento al lavoro migliore di questa. E in ciò gioca un ruolo fondamentale anche il parallelo progetto “Terre di Rosa”, una vera e propria azienda simulata che nasce all’interno dell’istituto gradiscano. Gli studenti hanno creato una cooperativa scolastica a vocazione agricola. La Rosa dell’Isonzo, conosciuto da sempre dagli agricoltori locali, cerca oggi di affermarsi sul mercato come prodotto di qualità. La prima sfida della cooperativa diventa quindi la creazione di un piano di marketing mirato alla diffusione sul mercato regionale e nazionale. I ragazzi cureranno produzione e promozione in fiere specializzate, mercatini e quant’altro. L’accordo di partenariato tra gli agricoltori coordinati dal “Brignoli” nasce dunque con l’intento di gettare le basi per valorizzare i radicchi locali, permettendo anche agli agricoltori che non sono strettamente goriziani di beneficiare della forte domanda del mercato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA