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Sant’Antonio Abate torna a Cervignano ma in versione 3D

Adesso la statua lignea del 1400 si trova nel castello di Gorizia Impossibile riportarla nella chiesa che la ospitò fino al 1936 

CERVIGNANO. La statua di Sant’Antonio Abate, scultura lignea quattrocentesca collocata nel salone degli Stati provinciali del castello di Gorizia e conservata, fino al 1936, nella chiesa cervignanese di San Michele Arcangelo, resterà a Gorizia. L’associazione Cervignano Nostra, intervenuta nel tentativo di riportare la statua nel capoluogo della Bassa, lancia una proposta: realizzare una copia in 3D da esporre nuovamente nella chiesa di San Michele Arcangelo, per la gioia dei cervignanesi.

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CERVIGNANO. La statua di Sant’Antonio Abate, scultura lignea quattrocentesca collocata nel salone degli Stati provinciali del castello di Gorizia e conservata, fino al 1936, nella chiesa cervignanese di San Michele Arcangelo, resterà a Gorizia. L’associazione Cervignano Nostra, intervenuta nel tentativo di riportare la statua nel capoluogo della Bassa, lancia una proposta: realizzare una copia in 3D da esporre nuovamente nella chiesa di San Michele Arcangelo, per la gioia dei cervignanesi.

Lo scorso mese di ottobre, Cervignano Nostra era stata ricevuta a Palazzo Attems Santa Croce dal sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, per discutere sul possibile ritorno a Cervignano della statua lignea, in quel luogo, la chiesa di San Michele, che l’aveva ospitata fino al 1936, per cinque secoli. Proprio in quell’anno fu venduta da monsignor Cian all’antiquario Leban di Gorizia (si dice che il prelato tentò di bruciarla il sabato Santo per la benedizione del fuoco) per poi essere ceduta al Comune di Gorizia. Da allora, è stata collocata in una nicchia nelle vicinanze del salone degli Stati provinciali del castello. Il sindaco Ziberna aveva deciso di concederla in prestito alla parrocchia di San Michele Arcangelo per un termine prestabilito, previo nullaosta della Soprintendenza. Qualche giorno fa, il presidente di Cervignano Nostra, Michele Tomaselli, insieme a Antonio Rossetti e Luciano Nadalin, si sono recati sul posto per una prima verifica in merito allo stato di conservazione della statua. Grazie all’esperta di restauro Laura Zanella è stato appurato che la conservazione del reperto, nonostante le relative perdite di policromie, appare relativamente buona e questo grazie al restauro eseguito nel 1955, che ha permesso la ricostruzione delle parti lignee e che ora, dopo lunghi anni di permanenza nello stesso ambiente, evidenziano un buon acclimatamento. Trasportarla a Cervignano, però, potrebbe rivelarsi problematico e molto costoso. «L’estrazione dall’attuale nicchia – spiega Tomaselli – potrebbe comportare un trauma alla statua. Il legno è un materiale vivo, pronto a ricevere umidità e a perderla. Se inserito in un ambiente non idoneo può danneggiarsi irreparabilmente. A questo punto verificherò, assieme alla parrocchia, la strada migliore per la sua valorizzazione. Un’ipotesi potrebbe essere quella di realizzare una copia in 3D per poi esporla nella chiesa di San Michele. Le curiose vicende che si sono susseguite attorno a questa statua attirerebbero svariati visitatori, che poi, incuriositi, potrebbero spostarsi a Gorizia per vedere l’originale».

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