Perco, sospetti concentrati su tre ex studenti

Il Ris di Parma avrebbe trovato «tracce interessanti». Nel giro di venti giorni la svolta sull’incendio doloso nella scuola di Lucinico

Gli ultimi tormenti di natura “logistica” riguardanti la scuola media Perco di Lucinico hanno finito con lo scaraventare in secondo piano l’interesse per le indagini volte a identificare coloro che hanno appiccato l’incendio causando, oltre ai danni, una serie di disagi a non finire.

Le bocche dei carabinieri restano rigorosamente cucite. La sensazione è che il momento sia molto delicato e che la svolta possa essere questione di quindici, forse venti giorni. Fonti confidenziali dicono che i Ris di Parma, interessati alla vicenda, avrebbero trovato qualche traccia importante che consentirebbe di rendere solidi i sospetti maturati sino ad oggi. I risultati definitivi delle analisi e degli approfondimenti effettuati dal Reparto investigazioni scientifiche arriveranno nei prossimi giorni. Ad oggi, comunque, non risultano essere presi provvedimenti a carico di nessuno ma le indagini sono davvero alla stretta finale.


Conferme (non dirette ma indirette) riguardano i sospetti che continuerebbero a concentrarsi su tre ex allievi dell’Istituto comprensivo “Leopoldo Perco”, tutti residenti in zona. Avrebbero dai 15 ai 17 anni, dunque minorenni, e il loro percorso scolastico sarebbe stato privo di soddisfazioni. Si tratterebbe cioé (come emerso sin dalla prima ora) di giovanotti con più bocciature alle spalle e, forse proprio per questo, con un “conto aperto” nei confronti della scuola e dei suoi docenti. Pare che qualcuno dei tre non sia nemmeno riuscito a completare il percorso di studi, viste le troppe bocciature inanellate nell’esperienza scolastica alla Perco.

Ma in paese, a Lucinico, le indiscrezioni sono continue, incalzanti. E troverebbe anche conferma il fatto che i vandali, prima di dare vita alle loro pesantissime scorribande all’interno della scuola media, si sono dati appuntamento nel giardinetto che si trova a pochi passi dalla sede dell’associazione “La Salute”, di fronte al bar Corallo. Non a caso lì, sotto una panchina, erano stati trovati i resti di una notte brava con una bottiglia di vino in frantumi, lattine di birra, una bomboletta spray (con la quale erano state vergate sull’asfalto scritte di contenuto satanico), un pennarello indelebile. E poi, quel paio di scarpe, appartenuto (forse) a uno dei vandali o «delinquenti», come li ha definiti in tempi non sospetti l’assessore comunale al Patrimonio, Francesco Del Sordi. Proprio il cartone della pizza potrebbe permettere agli inquirenti di ricostruire quella folle serata, ricostruendo gli attimi antecedenti il raid.

«Mi auguro che gli autori di questo gravissimo atto vandalico vengano individuati al più presto - ribadisce Del Sordi - perché hanno fatto pagare un prezzo pesantissimo alla collettività. Da parte nostra, cercheremo di mettere in piedi un sistema di allarmi e anti-intrusione e stiamo anche studiando di avvalerci della vigilanza privata».

Conclude l’assessore comunale: «Gorizia non è, purtroppo, quell’isola felice di cui si parla tante, forse troppe volte».

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