Rientrata in Italia la salma di Doro

Alcune immagini tratte dal profilo Facebook di Renato Doro

Venerdì l’arrivo del corpo del 65enne deceduto in Egitto. Lunedì mattina l’ultimo saluto al cimitero di Sant’Anna

TRIESTE Il funerale di Renato Doro, il sessantacinquenne deceduto una settimana fa in Egitto facendo kitsurf, sarà celebrato lunedì a Sant’Anna. L’esposizione della salma si terrà alle 11; la messa, invece, è programmata alle 13 nella chiesa del cimitero.

Il corpo è stato fatto rientrare in Italia proprio ieri, a Milano, con un volo dal Cairo organizzato dopo il via libera delle autorità locali. La famiglia, da quanto risulta, non si è imbattuta in particolari ostacoli burocratici per le autorizzazioni e il trasporto del parente anche perché il motivo del decesso è stato rapidamente accertato dalle forze di polizia egiziane nell’arco di alcune ore dall’incidente.

Un'immagine tratta dal profilo Facebook di Renato Doro, il 65enne deceduto a Sharm el Sheik, in Egitto sul kitesurf


Renato Doro, nato in provincia di Venezia (a Noale) e residente a Trieste da decenni, è morto durante un’uscita in mare nella baia di Nabq, nelle vicinanze di Sharm el Sheik. Ha perso la vita sbattendo contro il molo del porticciolo. Un impatto violentissimo, causato da un colpo di vento improvviso, come riferito dai testimoni agli agenti, che ha trascinato in basso il sessantacinquenne capovolgendolo e facendolo schiantare sul muretto mentre stava provando un salto.



Doro si è rotto l’osso del collo e con ogni probabilità è morto sul colpo: i soccorritori non hanno potuto far altro che constatare il decesso.

La vittima era in vacanza a Nabq assieme alla moglie in un villaggio turistico, l’Oriental resort. Al momento dell’incidente la donna era in spiaggia e non si è accorta di nulla. Ma la scena, almeno in parte, è stata ripresa con una telecamera da uno dei componenti dell’équipe del villaggio che accompagnava il sessantacinquenne in mare.

Alcune immagini tratte dal profilo Facebook di Renato Doro


Da quanto si è saputo, in quel momento c’era anche un fotografo, incaricato proprio da Doro a immortalare l’esperienza. Ma né lui né il collega che si occupava del video hanno potuto evitare il tragico epilogo.

Il sessantacinquenne, come confermato dai parenti e dagli amici, era piuttosto esperto nelle tecniche del kitsurfing, un’attività che ormai praticava da anni e che aveva intensificato da quando era andato in pensione. Nonostante l’età, si era tuffato con entusiasmo nella disciplina. «Aveva un fisico invidiabile, faceva continuamente sport», hanno spiegato i conoscenti più stretti dell’uomo.



«Ci tengo a ringraziare pubblicamente per l’impegno e la prontezza dimostrata da quanti ci hanno dato sostegno dall’Egitto - afferma la figlia di Renato Doro, la signora Barbara - quindi i referenti a Sharm el Sheik del tour operator, i responsabili e gli addetti del villaggio che non hanno mai lasciato sola mia madre, oltre al console italiano che si è prodigato personalmente per tutte le procedure necessarie».

Dopo l’allarme dell’incidente le forze di polizia locali egiziane hanno aperto subito un’inchiesta, estesa a tutto il villaggio in cui era ospitato l’uomo, per accertare con esattezza le circostanze della morte. Gli agenti, sulle prime, non avevano escluso nemmeno l’ipotesi dell’omicidio; una pista, questa, smentita però immediatamente grazie alle deposizioni dei testimoni.

La famiglia intende disperdere le ceneri del sessantacinquenne nel golfo di Trieste.


 

Arrosto di maiale con funghi e castagne

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi