Pistole ai vigili urbani di Trieste. La giunta ora accelera

Un controllo notturno della Polizia locale

Il vicesindaco Roberti conferma: «A brevissimo arriverà il regolamento» La rabbia dei sindacati: «Nessuno ci ha consultati. E cercano già le armerie»

TRIESTE Le armi ai vigli urbani segnano un’accelerazione. E le sigle sindacali di Cgil, Cisl e Uil non nascondono le loro perplessità. La volontà della giunta è confermata dal fatto che il regolamento per l’armamento arriverà a breve. «A brevissimo», precisa il vicesindaco leghista Pierpaolo Roberti. L’iter per arrivare alla dotazione degli agenti sarà comunque lungo, il numero due della giunta parla di un anno e mezzo circa, ma il primo passo si tradurrà in pratica a breve. Un’azione ad effetto, prevista dal programma del sindaco Roberto Dipiazza, potrà essere così annunciata convenientemente nei tempi della campagna elettorale.

Pierpaolo Roberti


Una commissione del comando di Polizia locale sta lavorando da tempo all’ipotesi. Il caso diventa prepotentemente d’attualità nel momento in cui le sigle della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil scrivono un comunicato in cui ribadiscono la loro contrarietà all’ipotesi dell’armamento. La nota è stata diramata dopo un’assemblea a cui hanno partecipato 80 agenti: «All’unanimità (c’è stato un solo astenuto) è stata votata la contrarietà all’armamento della Polizia locale di Trieste e all’estensione del servizio sulle 24 ore, ribadendo così l’esito del referendum effettuato dalla Cisl nel 2008». Cgil, Cisl e Uil adesso sono riunite in una vertenza sindacale che intende «mettere in discussione l’opportunità di estendere il provvedimento ai poliziotti attualmente in servizio, nonché il modo di agire dell’amministrazione comunale che pare intenzionata a stringere i tempi verso l’acquisto di 100 pistole e l’individuazione di chi dovrà farne uso».

Una delle pistole in dotazione ai vigili in altre città


Le tre organizzazioni dichiarano di non essere state informate del lavoro della commissione fino a poco tempo fa e dei preparativi in corso al comando della Polizia locale. «Ce ne siamo accorti quando abbiamo visto un collega mandato a trovare possibili locazioni per i depositi delle armi nelle sedi», dice un sindacalista. Prosegue la nota: «Siamo stati informati solo dopo nostra insistenza, avendo avuto notizie di quanto stava avvenendo a loro insaputa».

I sindacati poi ammettono che, non essendo partito alcun percorso ufficiale, l’iter dell’informazione non è «previsto né dovuto»: «In ogni caso Cgil, Cisl e Uil, che senz’altro sono i sindacati di maggiore rappresentatività nell’ente, si sarebbero attese, vista la delicatezza della materia, un percorso condiviso di valenza propedeutica all’eventuale dotazione dell’arma, come in altri settori». Adesso, «nel bisogno di chiarire i diritti ed i doveri degli operatori, nonché l’opportunità di armare il corpo di Polizia locale», i tre sindacati hanno ricevuto un «massiccio mandato» ad agire da parte degli operatori e chiederanno un incontro con i capogruppo consiliari, riservandosi, se necessario, «ogni successiva azione di protesta».

Risponde il vicesindaco Pierpaolo Roberti: «Cento pistole? Assolutamente no, non siamo arrivati a questo punto. Non so come facciano a dirlo, anche se nel gioco delle parti ci sta pure». Roberti precisa che prima di pensare all’acquisto dell’armamento bisogna superare ancora alcuni passaggi fondamentali: «Intanto il nuovo regolamento deve passare in consiglio, inoltre non abbiamo ancora il contributo della Regione per l’acquisto delle armi scelte. Così come non abbiamo ancora individuato le armerie».

Il vicesindaco descrive la fase attuale come «l’inizio di un percorso che partirà con la presentazione del regolamento ma che non si concluderà prima di un anno e mezzo».

E quando arriverà il regolamento? «Potrebbe arrivare a breve. A brevissimo», dice Roberti. L’approvazione del documento non porterà da un giorno all’altro le pistole nelle fondine dei vigili. Ci saranno molti passi da fare. Al momento, spiega il vicesindaco, non ci sono stime sul numero di agenti che potranno essere armati: «Bisognerà stabilirlo in base ai servizi in cui sarà necessario. Se riusciremo a fare il servizio sulle 24 ore, come accade in quasi tutti i capoluoghi italiani, bisognerà armare un numero di agenti sufficiente a garantire i turni. Questo significherà uno sgravio anche per le altre forze dell’ordine che operano in orario notturno».

 

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