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Le Nazioni Unite in mano a 250 ragazzi (ma solo per 3 giorni)

Dal 23 al 25 febbraio gli studenti si riuniranno al Palazzo della Regione simulando il lavoro dei delegati dell’Onu

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Il fenomeno dei migranti, il cyberspionaggio, il narcotraffico internazionale, la libertà di stampa in pericolo: i dibattiti e le risoluzioni delle Nazioni Unite sbarcano a Trieste, con l’edificio della Regione in Piazza Unità che si trasforma - per tre giorni - nel Palazzo di Vetro di New York. Sì perché dal 23 al 25 febbraio Trieste sarà la sede del progetto “OberMun 2018” ideato dal liceo scientifico statale Guglielmo Oberdan. Con i ragazzi nei panni dei membri dell’Assemblea generale.

Il Mun, ossia “il modello delle Nazioni Unite”, è una simulazione delle sessioni di lavoro dell’Onu in cui gli studenti si confrontano su varie tematiche rilevanti a livello mondiale, simulando un vero e proprio congresso. Gli studenti coinvolti saranno circa 250 e provenienti da numerose scuole italiane e anche estere. Per Trieste parteciperanno i licei Oberdan, Petrarca, Prešeren, Dante-Carducci e l’International School, mentre dal resto d’Italia arriveranno gli studenti dell’Uccellis di Udine, dell’Isis Casagrande di Pieve del Soligo (in provincia di Treviso) e dal Foscarini di Venezia. Inoltre, prenderanno parte da fuori confine la scuola “Gjmnazija” di Banja Luka e “Schulzentrum Ungargasse” di Vienna. Ogni delegato partecipante rappresenterà un paese e avrà il compito di proporre soluzioni politiche, economiche e sociali. Gli studenti saranno organizzati in cinque commissioni sul modello delle Nazioni Unite (Disc, Unhcr, Who, Unesco, Unodc), ognuna delle quali sarà presieduta da un presidente, un vicepresidente e un moderatore provenienti dal liceo Oberdan.

Sempre dagli studenti della medesima scuola sono composte le squadre che curano l’organizzazione dell’evento, completamente autogestite: la security, l’ufficio stampa per il web e per le relazioni pubbliche, l’oggettistica, i responsabili delle cerimonie e i fotografi. I 4 studenti a capo dell’organizzazione sono Alberto Furioso, Marianna Viezzoli, Matteo Baricchio e Archìa Ghasem Pour, i quali sono stati supportati dai professori Massimo de Forville e Lorenza Fonzari. Durante la cerimonia di chiusura verranno assegnati i premi per le categorie “miglior delegato”, “delegato d’onore” e “migliore commissione”.

Il progetto è co-organizzato dalla Regione e il Comune col patrocinio dell’Università di Trieste, sponsorizzato da Illy, Club 41, Jotun, Trieste Trasporti, la fondazione Brovedani, Coop e la Casa di cura “Pineta del Carso”. È nato l’anno scorso grazie a una delegazione di 10 studenti dell’Oberdan che ha avuto l’opportunità di partecipare alla manifestazione FoscaMUN a Venezia.

«L’internazionalità, la diplomazia e la grande affidabilità sono ciò che abbiamo mantenuto – spiegano gli organizzatori della prima edizione –. Il grande entusiasmo che abbiamo trovato a Venezia ci ha ispirato a creare qualcosa di simile, un evento volto a coinvolgere un numero significativo di scuole e centinaia di studenti provenienti da tutto il mondo. Il nostro obiettivo – proseguono – è quello di creare una tradizione che potrebbe portare il Liceo Oberdan e soprattutto Trieste ad acquisire una prospettiva internazionale, qualcosa che potrebbe lasciare un segno su di noi e sui futuri studenti della nostra scuola». Il motto dell’edizione 2018 è “Carpe diem usque ad astra”, cioè “cogli l’attimo fino alle stelle”.

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