Caccia al posto in asilo: a Trieste uno su 3 in lista d’attesa

Bimbi in un asilo

Oltre duemila le domande presentate per nidi e materne: 600 “di troppo”. La percentuale si alza al nido: fuori il 45%. Ma il dato è destinato a calare nei prossimi mesi

TRIESTE Sono oltre 600, circa il 30% del totale, i bimbi che il prossimo anno potrebbero non riuscire a entrare nelle classi di nidi e scuole d’infanzia del Comune di Trieste. Ad oggi, infatti, ben un piccolo su tre risulta in lista d’attesa, perché rimasto fuori dalle graduatorie. Come per gli anni scorsi, la situazione più critica si registra nei nidi d’infanzia, dove a rimanere fuori, al momento, è il 45% dei richiedenti - 491 bambini su 1093 domande totali -, mentre per le materne a risultare in lista di attesa sono 131 bimbi, pari al 14% (su 923 domande). Le graduatorie tuttavia, si affrettano a precisare dal Municipio, sono destinate ad assottigliarsi nel corso del tempo per effetto delle tante rinunce e spostamenti. Sono i dati che emergono dalle iscrizioni - 2016 per l’intera fascia 0-6, in leggero calo rispetto alle 2135 dell’anno passato - chiuse la scorsa settimana e che saranno soggette a variazioni nei prossimi mesi, quando verranno effettuati tutti i controlli sulle richieste, prima di dar vita agli elenchi definiti.
 
L’assessore comunale all’Educazione, Angela Brandi, rassicura le famiglie, ricordando che, in particolare per la fascia 3-6 anni, il numero di esclusi è destinato a ridursi sicuramente. Sul web, però, alcuni genitori manifestano già le prime preoccupazioni, temendo che, come già successo, sarà necessario far ricorso a scuole private o baby-sitter per chi non può contare su nonni o altri aiuti.
 
Al momento, come detto, per i nidi sono pervenute 1093 domande (1125 l’anno scorso), a fronte di 602 posti disponibili; le graduatorie provvisorie saranno pubblicate entro il 31 maggio e le definitive entro il 18 giugno. Per l’infanzia, invece, sono 923 le mamme e i papà che hanno effettuato l’iscrizione (1010 l’anno scorso) a fronte di 792 posti libero. In questo caso le “classifiche” provvisorie saranno comunicate entro il 30 marzo, quelle definitive entro il 30 aprile.
 
«Sul fronte dei nidi - spiega Brandi - ci sono 32 domande in meno rispetto allo scorso anno, ma ciò non vuol dire che ci sarà un maggior accoglimento – precisa –. Bisogna considerare che in quelle 602 domande possono non esserci solo bimbi del primo anno e quindi sarà necessario verificare la disponibilità delle varie strutture per tutte le fasce d’età. In più – aggiunge – mancano ancora i numeri che riguardano i bimbi portatori di handicap». Per quanto riguarda le scuole d’infanzia, «è molto probabile che i 131 che attualmente risultano fuori vengano riassorbiti nel corso dell’anno scolastico, cosa già capitata in passato, visto che si registrano sempre rinunce o concomitanze, ad esempio quelli che hanno iscritto il bimbo sia alla comunale che alla statale e scelgono poi la seconda opzione. Invitiamo i genitori ad aspettare che vengano eseguite tutte le verifiche e soprattutto l’uscita delle graduatorie definitive. Lo scorso anno ad esempio – ricorda – per la fascia 3-6 anni sono rimasti fuori in prima battuta 74 bambini, diventati poi 29».
 
Impossibile invece avere lo stesso dato per i nidi, anche se l’assessore ricorda un’opzione valida per chi non potrà frequentare le strutture comunali: «Una volta pubblicate le graduatorie definitive – aggiunge – indichiamo anche i posti in convenzione con quelle private, in grado comunque di aumentare la disponibilità complessiva».
Brandi pone l’accento anche sul sostegno fornito da qualche anno dal Comune nella fase di pre-iscrizione, con la giornata di informazione per conoscere tutte le scuole comunali e i servizi forniti, organizzata a gennaio alla Stazione Marittima, che ha preceduto gli open day alle varie strutture. «In quell’occasione – dice – molte famiglie hanno partecipato e sono rimaste soddisfatte, hanno ricevuto risposte concrete a tante domande. Abbiamo poi accolto tante persone anche nei nostri uffici, per domande di qualsiasi tipo e per rispondere in modo rapido e puntuale alle varie esigenze espresse».
 
Tra le problematiche emerse, spiccano i dubbi di chi ha effettuato l’iscrizione sul web e che, per errore o per una semplice svista, non ha completato correttamente la procedura. «Molte domande sono arrivate in forma cartacea, ma in tanti ormai scelgono la via dell’online. Purtroppo – conclude l’assessore – in qualche caso, dopo aver compilato tutti i campi richiesti, mancava un “clic” finale e le pagine non sono state inviate, quindi andranno controllate tutte, per completare eventualmente quelle non andate a buon fine».
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