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Attacco a Macerata, Ics: con i partiti estremisti a rischio anche Trieste

Il Consorzio: arretramento sociale e culturale senza paragoni nel nome di sicurezza e decoro, ritrovare coesione. La Caritas si dissocia. Il vicesindaco: risposta il 5 marzo

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TRIESTE Il caso di Macerata irrompe anche a Trieste. È l’Ics, la realtà che nel capoluogo si occupa dei richiedenti asilo insieme alla Caritas, a diffondere un duro comunicato che chiama in causa il centrodestra locale. «Un esponente politico della Lega ha terrorizzato Macerata sparando su cittadini di colore», ripercorre la nota dell’Ics, la onlus il cui presidente è Gianfranco Schiavone. «Un episodio che, insieme a molti altri che stanno avvenendo su tutto il territorio nazionale, nasce da una cultura politica che sta minando alla radice l’ordinamento democratico. In tal senso, giustamente, lo scrittore e giornalista Roberto Saviano ha parlato della Lega quale “mandante morale”. Partiti politici estremisti quali la Lega Nord, Fratelli d’Italia, Forza Nuova, insieme a una galassia di gruppi neofascisti, hanno ottenuto in tutta Italia immense fortune politiche costruendo campagne d’odio e di intolleranza - rimarca l’Ics - alimentando la guerra tra i poveri e diffondendo disprezzo verso tutti coloro che vivono la solidarietà come valore fondante del proprio operato sociale».

Una premessa che si chiude con un attacco alla destra triestina e ai provvedimenti assunti dall’amministrazione comunale. «Quanto avvenuto a Macerata - riprende la nota dell’Ics - si può quindi ripetere in ogni città. Anche a Trieste, dove i partiti estremisti hanno occupato larga parte della vita pubblica, determinando un arretramento sociale e culturale che non ha paragoni negli ultimi cinquant’anni». Schiavone è convinto di trovarsi di fronte a «posizioni politiche contrarie ai principi costituzionali, che al grido di “prima gli italiani” vorrebbero costruire una differenza di trattamento tra le persone, nonché discutibili e ossessive iniziative costruite sulla difesa della “sicurezza” e del “decoro” urbano». Che, insiste, «possono costituire la base di derive violente, anche se all’inizio la deriva può essere poco visibile. È necessario - si legge ancora - che la città ritrovi quanto prima una nuova coesione sociale e riprenda la propria tradizione di città plurale, tollerante e aperta al cambiamento e alla convivenza di culture, lingue e religioni o sarà destinata a un rapido declino».

Parole che non trovano sponda nella Caritas, l’ente diocesano con cui l’Ics gestisce i migranti. Il direttore don Alessandro Amodeo prende subito le distanze: «Non condivido questa presa di posizione dell’Ics - evidenzia il sacerdote - è un intervento politico. Il nostro lavoro di accoglienza non ha finalità politiche: noi guardiamo all’uomo, alla sua indigenza e al suo bisogno di aiuto. La Caritas si dissocia e stigmatizza l’intervento dell’altro ente gestore (Ics, ndr), assumendo le debite distanze da quelle che consideriamo dichiarazioni strumentali di matrice politica, nelle quali non si riconosce. E in cui non vede il senso, perché non perseguono le finalità per le quali operiamo quotidianamente».

Il vice sindaco Pierpaolo Roberti, esponente leghista, pur senza entrare nel merito delle argomentazioni, ribatte alle accuse di Schiavone. «Il presidente dell’Ics - rileva - ha spedito alla stampa un comunicato delirante. Preferisco non replicare perché ai deliri non voglio dar peso. La risposta migliore, con il 5 marzo - conclude Roberti - sarà interrompere per sempre il giro di affari che si è creato con la gestione dell’immigrazione». Poco dopo è Claudio Giacomelli, segretario provinciale di Fratelli d’Italia e componente della direzione nazionale del partito, a pubblicare un post di risposta a Schiavone. «L’Ics sbarca ufficialmente in politica», avverte Giacomelli. «Il pazzo di Macerata è un criminale e merita la galera - prosegue il consigliere comunale - noi continueremo a lottare contro la folle politica sull'immigrazione del Pd, anche nella nostra città. Questa immigrazione non possiamo permettercela né da un punto di vista sociale né economico. Esistono pazzi, criminali, stupratori e spacciatori italiani. Questo non rende meno idiota importare in aggiunta pazzi, criminali, stupratori e spacciatori stranieri. Così come esistono sempre più Italiani onestissimi in stato di povertà, che lo Stato non aiuta. Ed è criminale in questa situazione importare stranieri anche onestissimi in stato di povertà. Il meccanismo non funziona. Al netto dei pazzi - chiosa Giacomelli - e di Saviano».

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