A Trieste centri estivi da 2.700 posti. Ma si dovrà pagare in anticipo

Bambini al centro estivo

Per i piccoli dei nidi la capienza sale del 15%. Confermata l’offerta per i bimbi di materne e primarie. Il saldo della quota prima dell’inizio delle attività per evitare che forfait degli iscritti causino disservizi

TRIESTE Più posti negli asili-nido, confermata la disponibilità di accoglienza per materne e primarie, tariffe congelate. Anche per la prossima estate lo sforzo del Comune è quello di assicurare con i centri un supporto alle famiglie a costi il più possibile accessibili.

Con un’importante avvertenza destinata alla platea genitoriale: per la prima volta nella storia delle vacanze municipali si pagherà prima dell’inizio delle attività. Entro 7 giorni dalla data di ammissione. Già, perché il Comune si è un po’ stufato di chi iscriveva i bambini, poi, senza preavviso, dava forfait.


Un’abitudine disdicevole, che creava frequenti disservizi alla struttura educativa, in difficoltà nel rimpiazzare i vuoti e nel far scorrere le graduatorie. Se poi insorgeranno oggettive ragioni a impedire la partecipazione dei bambini, basterà documentarle e ottenere così il rimborso.

Angela Brandi, assessore all’Educazione, si è messa in moto per tempo e ha presentato in giunta le linee portanti del programma estivo dedicato ai piccoli triestini. Un impianto organizzativo ormai collaudato, al quale sono stati recati alcuni innovativi accorgimenti. A cominciare dalle date: iscrizioni anticipate e collocate nel periodo tra il 16 e il 28 aprile. Si comincia lunedì 18 giugno per chi frequenta le primarie, mentre asili nido e materne inizieranno il 2 luglio. Tutte e tre le utenze termineranno venerdì 24 agosto.



La novità più significativa dal punto di vista organizzativo è offerta dal sensibile aumento dei posti riservati ai nido, che passano dai 420 del 2017 ai 490 della prossima estate. Un 15% in più che tiene conto della forte richiesta evidenziatasi lo scorso anno. Tanto che alle tre strutture utilizzate nell’estate 2017 se ne aggiungerà una quarta.

Numeri stabili invece per quanto riguarda materne e primarie, rispettivamente a quota 1.430 e 780 posti; scenderanno le sedi delle materne da 7 a 5, perché - spiega Angela Brandi - si individueranno gli istituti di maggiore capienza. Le primarie resteranno tre. La logica è quella di concentrare l’offerta quanto più possibile dove funzionano i poli e nelle aree urbane il più possibile centrali, allo scopo di agevolare i genitori lavoratori.

Per disciplinare l’affluenza saranno attivati turni bisettimanali di dieci giorni ciascuno. Dal punto di vista tariffario - sottolinea l’assessore - tutto resta invariato a prezzi ritenuti, soprattutto nel confronto con le strutture private, decisamente abbordabili. C’è una fascia di esonero fino a 7.250 euro, poi tre fasce a pagamento con una “forbice”, che a seconda dell’Isee, varierà da 94,56 euro per 20 giorni di attività a 139,83 euro fino a un massimo di 175,04 euro oltre i 18mila euro di reddito. Nel caso di iscrizioni “plurime” scattano sconti che partono dal 20%.

A proposito di graduatorie, la delibera Brandi prevede l’applicazione di un 10% di overbooking rispetto al numero di ammessi per ogni turno, fatta salva la capienza delle strutture impiegate.

In complesso verranno schierati nelle 12 sedi, in via di individuazione in collaborazione con i Lavori pubblici, 375 addetti, tra coordinatori, educatori, ausiliari. Di questi 94 opereranno nei nidi in un rapporto 1:7 con i piccoli interlocutori, rapporto considerato, ai termini della legge regionale vigente, il migliore possibile. Il servizio, che assorbe più personale, è quello dedicato alle materne: in campo ci saranno 190 unità. Infine saranno in 91 a fronteggiare le 780 potenziali iscrizioni delle primarie.

Le risorse, messe a disposizioni dal Comune, confermano le cifre del precedente esercizio: si tratta di 744.500 euro che, come spiega nel box l’assessore Brandi, saranno messi in palio in una gara che verrà articolata in almeno due lotti, per orientare la massima attenzione possibile sulle caratteristiche e sulle peculiari esigenze degli asili nido. Una richiesta in questo senso era emersa dal Consiglio comunale ed è stata recepita dall’assessorato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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