Ok al patto Stato-Regione: c’è lo sconto di 120 milioni

Il ministro Padoan con Serracchiani e l’assessore Peron

Padoan e Serracchiani firmano a Roma l’intesa che sarà valida fino al 2019. Il Fvg verserà 250 milioni per l’abbattimento del debito pubblico

TRIESTE. È stata la motivazione principale per cui Debora Serracchiani non ha mai preso in considerazione l’ipotesi dell’election day, l’accorpamento elettorale politiche-regionali. Passaggio troppo importante, il patto con lo Stato sui rapporti finanziari, per non firmarlo da presidente della Regione in carica. Ieri il gran giorno è arrivato. E per il Friuli Venezia Giulia segna un «accordo strategico, in quanto solleva di 120 milioni la Regione dal peso del patto Tremonti-Tondo, che tuttora è in vigore e obbliga a versare allo Stato 370 milioni, per sempre».

Lo “sconto” riconfermato rispetto alla legislatura precedente, certo, ma non solo quello. Perché nel documento siglato ieri a Roma con il governo dopo il via libera lunedì della giunta regionale, oltre alle modifiche introdotte alla disciplina del contributo alla finanza pubblica, ovvero quanto la Regione versa allo Stato per concorrere all'abbattimento del debito pubblico nazionale, entrano anche i criteri per la programmata riforma dell'articolo 49 dello Statuto regionale in materia di compartecipazione ai tributi erariali. In sintesi: un gettito più stabile e certo rispetto a quanto accade oggi. Più nel dettaglio, il primo punto riguarda il “quantum”. Traendo vantaggio dalle coperture previste dalla legge di Bilancio dello Stato per il 2018, spiega una nota dell’amministrazione regionale, i 370 milioni di euro dovuti a Roma dal Fvg si riducono a 250 milioni, grazie a una riduzione di 120 milioni per il 2018 e per il 2019.

Come già con il Serracchiani-Padoan del 2014, le parti si sono impegnate a rinegoziare i contenuti dell'accordo a una certa data, fissata stavolta il 30 giugno 2019. Il secondo elemento dell'accordo, quello relativo alla riforma dell'articolo 49 della Carta della Regione, prevede il passaggio dal “riscosso” al “maturato”, vale a dire l'introduzione di un criterio non più legato al luogo dove si pagano le tasse, ma a quello dove la ricchezza viene prodotta.

Concretamente, verranno comprese tra i contribuenti anche quelle aziende che producono in Fvg, pur pagando le imposte al di fuori dei confini regionali. Secondo le proiezioni, il gettito tributario così territorializzato consentirà un allargamento del 50% della platea dei contribuenti che attualmente portano risorse al bilancio regionale. Inoltre, i conti Fvg vengono pure messi al riparo dalle ripercussioni negative generate dall'eventuale esodo di grandi contribuenti fuori dai confini regionali, per esempio a causa dello spostamento delle tesorerie bancarie di enti o società operanti nel territorio.

Si tratta di un risultato «di grande importanza per il futuro», sottolinea Serracchiani, «che testimonia il riconoscimento della nostra autonomia regionale da parte del governo nazionale. Ringrazio il ministro Padoan – prosegue la presidente – per l'attenzione che ha dedicato a questo protocollo durante tutto il suo percorso». Soddisfazione anche da parte dell’assessore alle Finanze Francesco Peroni: «Il nuovo accordo finanziario con lo Stato tutela due volte le entrate della Regione. Da un lato, aumentandole in cifra assoluta di ben 120 milioni all'anno, per il 2018 e il 2019; dall'altro, assicurando, per i prossimi anni, un gettito più stabile e certo rispetto a quanto accade oggi. Tutto questo comporterà maggiori risorse nei prossimi anni».
 

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