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Al Sisi su Regeni: non smetteremo di cercare i colpevoli

Il presidente egiziano all'inaugurazione dell'impianto di gas scoperto dall'Eni: volevano rovinare i rapporti con l'Italia

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IL CAIRO "Non smetteremo di cercare i criminali che hanno fatto questo" per consegnarli "all'autorità giudiziaria". Lo ha detto oggi 31 gennaio il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi, parlando dell'omicidio di Giulio Regeni. Le parole sono state pronunciate durante la cerimonia di avvio della produzione del maxi giacimento di gas egiziano "Zohr", scoperto dall'Eni, a Port Said.

Sisi ha sostenuto che il crimine è stato commesso «per rovinare i rapporti con l'Italia». Il giovane ricercatore di Fiumicello scomparve il 25 gennaio del 2016 al Cairo e fu ritrovato cadavere, il corpo brutalmente torturato, il 3 febbraio successivo. In quello stesso giorno peraltro era in corso una missione economica italiana al Cairo guidata dall'allora ministro Federica Guidi. Regeni è stato ucciso «per danneggiare l'Egitto», ha insistito il presidente egiziano parlando alla cerimonia di inaugurazione del giacimento.

«Non smetteremo mai», ha detto ancora Sisi riferendosi alla ricerca dei «criminali che hanno fatto questo». Una ricerca che viene condotta anche «per la famiglia», ha detto il presidente, esprimendo le proprie «condoglianze». "Hanno voluto fermare il nostro Paese provocando quell'incidente - ha continuato Al Sisi - ma l'Italia è rimasta comunque al nostro fianco e questo non lo dimenticheremo".

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