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Trieste, calano i reati ma non il senso di insicurezza

Lo ha detto il Procuratore generale presso la Corte d'Appello di Trieste, Dario Grohmann, durante il suo intervento in occasione dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario, sabato 27 gennaio alla Corte d'Appello.

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TRIESTE «Anche nel nostro distretto, come nel resto del Paese, si è verificato un generalizzato calo dei reati, che con riferimento al numero dei nuovi reati iscritti, ha fatto registrare una diminuzione media del 12% e quindi ben oltre il 9% della media nazionale», ma permane «un ingiustificato senso di insicurezza nella popolazione».

Lo ha detto il Procuratore generale presso la Corte d'Appello di Trieste, Dario Grohmann, durante il suo intervento in occasione dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario, tenutosi sabato 27 gennaio alla Corte d'Appello.

«Quello che a me dispiace - ha aggiunto a margine della cerimonia - è che qui facciamo di tutto affinché le cose vadano bene e la criminalità non trovi terreno fertile per attecchire, e pare che ci stiamo riuscendo, ciononostante la percezione di insicurezza rimane alta». Nel generale calo di reati, ha poi osservato Grohmann, sono in controtendenza le truffe telematiche e i reati di stalking.

Si registra poi «un notevole decremento dei reati commessi dai minorenni: 25 reati contro la libertà sessuale rispetto ai 42 del periodo precedente; 85 reati in materia di stupefacenti contro 185». In materia di omicidio colposo, ha aggiunto, va ricordato «l'elevato numero degli esposti all'amianto: solo nel circondario di Gorizia, nel periodo in riferimento, sono stati iscritti 73 nuovi procedimenti per morti di amianto e ben 197 procedimenti per lesioni colpose amianto correlate».

In generale, ha concluso Grohmann, nel Distretto sono stati iscritti 29 mila nuovi procedimenti penali contro soggetti noti:«Le denunce - ha spiegato - sono tantissime, perché tantissimi sono i reati. Poi purtroppo c'è un abuso del sistema penale. Purtroppo lo Stato continua a punire con la sanzione penale tanti comportamenti che invece prevedrebbero altre sanzioni. Questo rallenta anche il lavoro della magistratura e quindi l'incidenza dell'intervento sulle situazioni più rilevanti».

 

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