L’ex Maddalena ancora allagata. I residenti: «È allarme degrado»

Il cantiere abbandonato (foto Lasorte)

Esasperazione fra gli abitanti della zona: «Rifiuti, ratti e zanzare. E nessuna prospettiva per il futuro»
La società titolare del permesso edilizio è in liquidazione. Il Comune chiede verifiche sanitarie urgenti

TRIESTE Di nuovo stagni putridi, di nuovo enormi stalli di acqua sporca dove galleggia un po’ di tutto. Continua l’agonia del cantiere dell’ex Maddalena, che versa in condizioni di degrado da mesi, in una vicenda senza fine che si protrae da anni. A segnalare ancora la situazione di abbandono sono i cittadini, esasperati, in particolare molti residenti, che devono fare i conti anche con i topi e le zanzare. Il Comune annuncia che invierà agli uffici competenti dell’Azienda sanitaria una richiesta di sopralluogo e verifica in tempi brevi.



A guardare il comprensorio dalla strada, dalla trafficata via dell’Istria, si intuisce subito che nessuno ci lavora da parecchio, tutto sembra dimenticato, fermo. E poi c’è sporcizia in diversi punti e pare non manchino incursioni di curiosi, secondo le testimonianze di chi vive nel rione. Il perimetro del cantiere è pieno di rifiuti, accumulati nel tempo accanto alla recinzione, dove c’è un po’di tutto: avanzi di cibo, lattine, borse piene di immondizie, ma è la situazione degli allagamenti a preoccupare gli abitanti. Sul pelo dell’acqua galleggiano barili, taniche, assi di legno, c’è pure una sorta di zattera dove i rifiuti si sono attaccati insieme. Per capire quanto sia profondo il “lago” basta osservare un container, con la porta aperta, dove l’acqua arriva circa a un metro d’altezza.



Le persone che vivono o attraversano la zona quotidianamente, sono esasperate e deluse. «La situazione critica – dice Alessandro Coslanich – non è limitata meramente al cantiere, ma si estende al suo totale stato di abbandono e alla persistente mancanza di prospettive di riqualificazione. A suo tempo sono state fatte delle scelte discutibili, come ad esempio abbattere alberi di un bosco secolare, il progetto non ha prodotto i risultati auspicati, può succedere, ma ciò che è grave è l’irresponsabilità di lasciare una tale ferita a cielo aperto senza che nessuno se ne faccia più carico. Le gru sono rimaste a girare a vuoto con la bora per non so quanti anni, finché non son state rimosse perché pericolanti. Lo stato di degrado non è più accettabile e non dobbiamo rassegnarci, con un cimitero di cemento armato costantemente allagato e infestato da animali che mettono a rischio la situazione igienico-sanitaria di tutta la zona, senza neppure considerare che a pochi passi si trova un ospedale infantile che richiama pazienti da tutt’Italia. Trieste non è solo piazza Unità. Così lasciamo alle future generazioni ecomostri incompleti».

Per molti residenti la paura deriva da un ambiente sempre più insalubre. «L’aspetto che più mi preoccupa – sottolinea Letizia Ragni – è l’igiene. So per certo che i miei vicini hanno problemi con i ratti e credo la zona sia diventata una sorta di nursery dove proliferano le zanzare, in più anche le cornacchie la usano come piscina personale. Secondo me poi qualcuno entra indisturbato, perché ogni tanto trovi le assi che hanno sistemato come porta scostate e bottigliette di medicinali buttate a terra. Talvolta abbiamo visto un cartello con scritto “non parcheggiare, automezzi in movimento” ma non cambia mai niente». Abita proprio accanto al cantiere Cristian Lonza. «Da anni viviamo con il disagio delle zanzare, che d’estate sono giaguari – scherza –, senza contare il degrado generale, con rifiuti ovunque. Ne parliamo spesso con i vicini, è insostenibile».

«L’impatto dei problemi derivanti dallo stallo del cantiere sulla vivibilità della zona circostante in questi anni è stata rilevante – commenta il vicepresidente della V Circoscrizione, Salvatore Mangiavillano –, auspichiamo che la vicenda legata alla prosecuzione dell’opera possa trovare una definitiva soluzione e continueremo ad attivarci per prevenire, nei limiti delle nostre competenze, le più sgradite conseguenze».

«Il cantiere al momento ci risulta recintato ed è attivo un titolo edilizio valido – spiegano dal servizio Pianificazione Urbana del Comune di Trieste –, dal punto di vista dell’opera quindi non possiamo intervenire, anche perché al momento ci risulta che la srl competente per l’area è in liquidazione. Quello che possiamo fare– aggiungono – è richiedere una verifica da parte dell’Azienda sanitaria, che controlli la situazione ambientale, a beneficio della salute degli abitanti».

 

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