Fincantieri macina record Le strategie in Francia

L'ad di Fincantieri Giuseppe Bono

Il rilancio dei cantieri Stx. L’integrazione con il colosso Naval Group

Arrivano a quota 29 le consegne delle navi da crociera, molte non ancora assegnate ai singoli cantieri, e andranno avanti fino al 2025, quelle militari fino al 2026. È un orizzonte temporale assolutamente eccezionale quello di Fincantieri nell’attuale panorama industriale. E le conseguenze si rispecchiano anche nel titolo quotato in Borsa che continua a correre. Dopo l’incremento del 165% durante il corso del 2107 nelle prime settimane del 2018 ha continuato ad apprezzarsi con una variazione del +15% e il 10 gennaio scorso ha registrato un nuovo record assoluto di valore, pari a 1,50 euro per azione.

Il 2018 poi sarà l’anno dell’avvio industriale e gestionale per i nuovi cantieri di Stx France acquisiti nel 2017 che assieme a Fincantieri creano un colosso europeo e mondiale della cantieristica, ma soprattutto un player europeo dotato di una riconosciuta leadership tecnologica, un portafoglio clienti e prodotti unico. Fincantieri ora è presente in tutti i segmenti della cantieristica e con questa ossatura avrà una ancora migliore capacità di reagire e resistere alle fluttuazioni di mercato. A dare poi ulteriore forza a un’alleanza sul fronte cantieristico, quella tra Francia e Italia, siglata nel 2017, sarà poi l’integrazione con Naval Group. L’alleanza vale sia nel campo civile che quello militare e il rapporto tra Fincantieri e Naval Group ha già le sue fondamenta nella partecipazione del gruppo francese nella compagine azionaria di Stx France. Entro giugno sarà definita una “road map” che entrerà nel dettaglio sui principi della futura alleanza che punta a creare un’impresa leader mondiale nella costruzione di navi complesse ad alto valore aggiunto.


Un nuovo colosso con ricavi annui totali di circa 10miliardi di euro, un carico di lavoro di circa 50miliardi, un portafoglio tecnologico all’avanguardia e una presenza internazionale in oltre 20 paesi con circa 35mila dipendenti e un indotto in Europa stimato in 120mila persone.

Numeri che aggiunti a quelli delle performance industriale ed economica delinea un’immagine della Fincantieri come uno dei più importanti complessi cantieristici al mondo, primo in Europa e nel mondo per diversificazione e innovazione. Progettazione, costruzione, navalmeccanica ad alta tecnologia, dalle crociere alle navi militari, quelle speciali fino ai traghetti, l’offshore e i mega-yacht. E sempre i numeri parlano di una realtà che vede 19mila 400 dipendenti di cui 8mila 200 in Italia e 20 stabilimenti in 4 continenti. Nel portafoglio ordini non ci sono solo i maggiori operatori crocieristici, ma la Marina militare Italiana, quella Usa, altre Marine estere. Un’azienda che secondo i dati ha un peso di rilievo nell’export, pari all’84% dei suoi ricavi che nel 2016 hanno raggiunto i 4,4miliardi di euro. Al 30 settembre 2017 il carico di lavoro complessivo si attestata sulla cifra record di 25 miliardi, pari a quasi 6 anni di lavoro se rapportato ai ricavi del 2016. Il backlog è pari a 20,3 miliardi di euro con 97 navi in portafoglio e un soft backlog pari a circa 5miliardi.

La forza di Fincantieri è sicuramente nel fatto di essere un’impresa a rete che attraverso la produzione di strutture complesse e con la capacità di assicurare una visibilità lunga in termini di carico di lavoro, favorisce lo sviluppo di filiere e distretti tecnologici di eccellenza. E l’impatto sul sistema economico è di assoluto rilievo. Ogni euro investito nella cantieristica produce infatti un valore di 4,5 volte superiore a beneficio del territorio. Ogni nave da crociera costruita da Fincantieri sviluppa in media 2,7-3,6 miliardi di euro di volume di business per il sistema Italia, 600-800milioni direttamente generati da Fincantieri e ulteriori 2,1-2,8 miliardi di euro in termini di valore addizionale realizzato attraverso l’indotto. E la stessa Fincantieri, con l’attuale livello record del carico di lavoro stima un’incidenza media annua sul Pil italiano pari all’1%. Rilevanti per questo anche i valori che pesano sull’indotto (75%): Fincantieri infatti realizza l’85% degli acquisti in Italia grazie a un parco fornitori complessivo di circa 3mila aziende verso le quali indirizza un volume di acquisti di quasdi 2,5miliardi di euro l’anno. Dal 1990 ad oggi Fincantieri ha consegnato 80 navi da crociera (57 dal 2002) e il suo contributo all’industria crocieristica si attesta a 117 navi corrispondenti a un terzo della capacità di offerta della flotta mondiale di navi da crociera e un potenziale di trasporto di oltre 11milioni di passeggeri all’anno. Praticamente un crocierista su tre al mondo naviga ogni giorno su navi costruite da Fincantieri. Per gli altri comparti dal 1990 al 30 settembre 2017 Fincantieri ha consegnato 114 unità militari tra navi di superficie di diversa tipologia e sommergibili oltre a 371 mezzi offshore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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