Trieste-Lubiana in treno l’impegno di Fvg e Slovenia

Debora Serracchiani e il vicepremier sloveno Karl Erjavec al palazzo della Regione a Trieste (Foto Lasorte)

Confermato dal Comitato bilaterale il riavvio della linea entro l’anno. Rilancio sulla Doc comune per il Terrano. Erjavec torna a chiedere il seggio per le minoranze

TRIESTE. Rendere Trieste più vicina a Lubiana e viceversa. È questo il principale impegno emerso ieri a Trieste durante il terzo incontro del Comitato Friuli Venezia Giulia-Slovenia alla presenza del vicepremier e ministro degli Esteri sloveno Karl Erjavec e della presidente del Fvg Debora Serracchiani. Il mezzo per avvicinare la capitale della Slovenia al capoluogo regionale è quello del treno che collegherà nuovamente, entro fine anno, le due città spingendosi a Ronchi dei Legionari, dove fermerà nel nuovo hub aeroportuale in fase di realizzazione e si spingerà poi fino a Venezia.



Confermata la ripartenza della linea, dunque, la presidente Serracchiani ha precisato che «si partirà usufruendo della vecchia rete esistente, ma nel futuro si cercherà di sviluppare una rete nuova e più veloce», cercando altresì di porre rimedio all’attuale mancanza di collegamenti con mezzi pubblici tra il centro di Trieste e la stazione di Villa Opicina dove farà fermata il treno. «Dal versante sloveno - ha precisato Serracchiani - c’è già un impegno e uno stanziamento da parte del governo di Lubiana per velocizzare la rete che da Lubiana arriva fino a Sesana».

Al termine dei colloqui i rapporti tra Fvg e Slovenia sono stati definiti intensi, proficui e solidi. Da entrambe le parti è stata evidenziata la felice intuizione di avviare il Comitato Congiunto come format ideale per la collaborazione tra la Regione e la vicina Repubblica. «Nel 2016 - ha ricordato il vicepremier Erjavec - l’interscambio tra le due entità è stato di oltre 860 milioni di euro, mentre nel primo semestre del 2017 ha già superato i 450 milioni». «L’economia e le minoranze etniche, quella slovena in Italia e quella italiana in Slovenia - ha concluso - sono i principali punti di unione tra i nostri Paesi».

Molti i temi toccati nei colloqui che hanno preceduto la sessione plenaria e i sei tavoli di lavoro tematici in cui sono impegnate le rispettive delegazioni. La presidente del Friuli Venezia Giulia ha evidenziato tre punti principali: l’obiettivo di realizzare, come detto, un collegamento ferroviario tra Trieste e Lubiana, supportato dal governo italiano; la ferma contrarietà della Regione al progetto del rigassificatore di Zaule; la necessità di rafforzare la collaborazione sul piano della ricerca scientifica in vista dell’appuntamento del 2020 con Trieste Esof; promosso poi il confronto bilaterale per la creazione della prima Doc transnazionale del vino "Terrano/Teran".

Erjavec, da parte sua, ha dimostrato apprezzamento per la costituzione a Trieste dell’Ufficio per la lingua slovena e ha convenuto con la presidente del Friuli Venezia Giulia sulla bontà di perseguire la candidatura del Collio/Brda a patrimonio mondiale dell’Unesco. La parte slovena ha assicurato l’interessamento a risolvere i problemi comportati dallo svasamento del bacino che forma il lago di Santa Lucia d’Isonzo, evidenziati dalla presidente della Regione. «Attuiamo la specialità del Friuli Venezia Giulia collaborando con altri Paesi, e in particolare con la confinante Slovenia che è nostro partner strategico», è stato il commento di Sergio Bolzonello, vicepresidente della Regione. Erjavec ha rilevato, infine, l’importanza della rassicurazione ricevuta dal governo italiano lo scorso novembre sulla restituzione alla minoranza slovena del Narodni Dom di Trieste.

Sempre in tema di minoranze e vista l’imminenza delle elezioni politiche in Italia (in Slovenia saranno a giugno), Erjavec ha ribadito le richieste del governo sloveno di ottenere un seggio garantito a Palazzo Madama per la minoranza slovena, come accade per quella italiana in Slovenia. Ma dopo gli esiti della riforma elettorale, che tale seggio non ha garantito, il vicepremier si è detto favorevole affinché nelle liste Pd ci sia un seggio sicuro a un rappresentante sloveno. Serracchiani, come governatrice, ha ricordato di aver ricevuto la stessa richiesta dal capo dello Stato della Slovenia, Borut Pahor, mentre come esponente dei dem ha assicurato che il «Pd è il partito che sta cercando di garantire un seggio a Roma a un membro della minoranza slovena».

 

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