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Trieste, sfuma il salvataggio per “Pino lo storto”

L’albero della pineta di Barcola verrà abbattuto nonostante la mobilitazione di 300 cittadini. Il Comune: «Scelta inevitabile»

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Trieste, la fine di "Pino lo storto"

TRIESTE. Alla fine lo storico albero di piazza Skabar detto “Pino lo storto”, che affonda le sue radici nella storia stessa della città data la sua veneranda età, verrà abbattuto. La decisione, definitiva e incontrovertibile a questo punto, è stata presa ieri dall’assessorato ai Lavori pubblici del Comune.

Gli esperti municipali hanno comunicato che l’abbattimento dell’albero - e di altre due piante messe a dimora nella pineta di Barcola - appare necessario alla luce dei risultati della valutazione di stabilità eseguita da personale qualificato e dotato di adeguate competenze in materia, secondo un protocollo tecnico scientifico riconosciuto anche dalla Società di arboricoltura italiana. «L’impegno di questa amministrazione - si legge nel testo - è da un lato mirato alla salvaguardia del patrimonio arboreo e dall'altro, quando vengono a mancare le sufficienti condizioni di sicurezza, è rivolto alla preminente salvaguardia della pubblica incolumità». Incolumità, in questo caso, messa eccessivamente a rischio, tanto da far apparire l’abbattimento «non procrastinabile».


A nulla quindi è valsa la petizione sottoscritta da quasi 300 cittadini e l’appello a trovare strade diverse per tutelare un albero che «da generazioni è vanto estetico del giardino Skabar di Barcola e compare nei ricordi di tutti i frequentatori del porticciolo e della riviera barcolana». I firmatari proponevano come soluzione alternativa all’abbattimento la costruzione di un semplice supporto fisso, da guarnire poi con rose o altre piante da fiore, come si è soliti fare per i vecchi alberi nei giardini storici.

Una proposta che l’amministrazione comunale ha fatto saper di aver apprezzato, al pari della sensibilità dimostrata dai proponenti verso la tutela del verde pubblico. Ma, ha evidenziato allo stesso tempo, non sussistono purtroppo le condizioni oggettive per l'esecuzione degli interventi di puntellamento dell'albero. «L'albero infatti - precisa il Servizio comunale del verde pubblico - si presenta mal strutturato nel suo complesso e privo di ampie prospettive di vita future, considerato che la parte interna della chioma risulta in forte regressione e diffusamente disseccata a causa del deperimento fisiologico provocato dalla diffusione dei funghi cariogeni. Le analisi strumentali - prosegue - confermano l’alterazione profonda dei tessuti legnosi alla base del fusto e del principale cordone radicale del lato in trazione, segno che l’albero non riesce ormai a contrastare la diffusione del fungo». Comunque, l’assessora ai lavori pubblici Elisa Lodi assicura che per ogni albero abbattuto, ne verrà piantumato uno sostitutivo.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) A Barcola destino segnato per gli alberi pericolanti]]

Lo storico “Pino lo storto” sorge - ancora per poco - nel giardino dedicato a monsignor Matija Skabar, a ridosso del piccolo porticciolo all'inizio della passeggiata sul lungomare e di fronte alla Fondazione Rittmeyer. Alla fine dell'800, dopo la costruzione dello stabilimento balneare Excelsior, Barcola era un rione vivacemente animato. Ma nel 1883 la testimonianza di un viaggiatore francese riferiva che si trattasse di «una marina grigia, senza giardini». Così, nel 1895 la Società per l'Abbellimento di Trieste rivolse un appello ai possessori di giardini affinché contribuissero per crearvi un giardino pubblico. Da allora, incurvandosi sempre di più, “Pino lo storto” sovrasta quanti, ancora oggi, nel piccolo giardino tra gli alberi e le siepi, si fermano a leggere un quotidiano in attesa dell'autobus o a gustare un gelato, tra l'aroma delle piante e l'odore del mare che arriva con la brezza del porticciolo.
 

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