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A Trieste la sfilata di Carnevale resta orfana dei carri

Per la prima volta in 27 edizioni solo le maschere all’appuntamento finale. I volontari dei rioni: «Troppi traslochi. Non c’è più tempo per gli allestimenti»

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TRIESTE Niente carri allegorici. Solo maschere che sfileranno a piedi per le strade della città, senza il colorato e festoso accompagnamento delle fantasiose costruzioni in cartapesta, realizzate per l’occasione e che, tradizionalmente, poggiano sui mezzi più disparati come vecchie vetture e trattori. Sarà un Carnevale diverso dal consueto quello che la città si appresta a vivere, il 27.o della serie da quando esiste il Comitato del Palio, e che troverà il suo culmine nell’evento del Martedì grasso, che quest’anno cade il 13 febbraio.

Causa di questa situazione è il lungo e tormentato peregrinare al quale sono stati costretti, negli ultimi mesi e anni, i tanti volontari che da sempre dedicano il loro tempo libero, la loro passione, il loro impegno, alla realizzazione di quei carri allegorici che sono gli assoluti protagonisti della sfilata del Martedì grasso. L’ultimo atto della loro odissea si era consumato nell’aprile dello scorso anno, quando erano stati sfrattati dal padiglione della Fiera nel quale avevano trovato finalmente rifugio dopo essere stati allontanati, prima ancora, dall’edificio di Valmaura, ex deposito dei mezzi della Trieste trasporti, per un periodo utilizzato per i carri del Carnevale. Usciti dal comprensorio di piazzale De Gasperi, avevano dovuto portare i loro laboratori e gli attrezzi a Prosecco, in quelle che erano state le stalle del bestiame in transito nella Stazione ferroviaria del piccolo centro dell’altipiano, mentre i carri, nudi e crudi, avevano dovuto portarli nel piazzale del museo de Henriquez, dove sono tutt’ora parcheggiati e dove hanno patito le intemperie degli ultimi mesi.

In tanti nei vari rioni si sono stufati e hanno alzato bandiera bianca. «Non è possibile essere trattati in questo modo – hanno detto numerosi responsabili dei vari gruppi –, costretti a emigrare da un angolo all’altro della città per finire in un luogo abbandonato come la struttura di Prosecco. Il Carnevale di Trieste rappresenta una tradizione – hanno precisato – e se nessuno ha interesse che i carri ci siano allora è meglio rinunciare. La sfilata si baserà solo sulle maschere appiedate». «Qualche giorno fa – spiegano la neopresidente, Sabrina Iogna Prat, e il presidente onorario, Roberto De Gioia – il Comune ha messo a disposizione uno spazio in Porto vecchio per carri, laboratori e attrezzature, ma è troppo tardi per riuscire a lavorare per questa edizione, considerando poi che i materiali, rimasti all’aperto ed esposti alle intemperie per mesi, sono per la maggior parte inutilizzabili. Spiace per il pubblico e soprattutto per i bambini – aggiungono – ma cercheremo comunque di offrire uno spettacolo degno di un pubblico sempre folto e caloroso».

«Non sappiamo in che condizioni troveremo le nostre attrezzature e comunque il tempo a disposizione è insufficiente – dice Alessandro Tramarin, responsabile del Carnevale di Barriera vecchia – perciò niente carri». «Sfileremo lo stesso – assicura Mario Debernardi, coordinatore del Carnevale di Servola – ma a piedi».

Nell’aria aleggia chiara un’accusa, evidentemente rivolta a quelle istituzioni che non hanno fatto a gara, in questi anni, per trovare una collocazione definitiva e stabile per questi operai del buonumore, capaci di inventare un’allegoria con un po’ di colla e di colore, qualche attrezzo, tanta buona volontà e altrettanta fantasia. «Ringraziamo il Comune – sottolineano Iogna Prat e De Gioia – per l’aiuto datoci in extremis, individuando un luogo all’interno del Porto vecchio, che speriamo possa servire per le prossime edizioni. Ma di certo un notevole malumore serpeggia fra i volontari».

Faranno comunque parte del programma del Carnevale 2018 la gara fra i rioni per la conquista del Palio, in base a una classifica che terrà conto dunque solo della bellezza e dell’originalità dei costumi, in assenza dei carri, e il concorso, a iscrizione gratuita, per i gruppi spontanei, le coppie e i singoli, adulti e bambini. «La festa ci sarà comunque – conclude De Gioia – perché il programma, che durerà una settimana, al di là della sfilata finale a piedi, vedrà allestita una serie di iniziative che si svolgeranno nei rioni, con feste, veglioni e concorsi che coinvolgeranno asili, scuole, ricreatori, oratori e associazioni sportive e culturali».

 

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