Torna a Trieste la Notte dei classici fra teatro, musica e ospiti VIDEO

Oggi dalle 18 iniziative nei tre licei cittadini. Al Dante c’è “Antigone al caffè” Il Petrarca punta su “Tèchne” e tre conferenze. Il Prešeren anche sulla cucina

Notte dei classici 2018 a Trieste, il trailer del Petrarca

TRIESTE Liceali alla ribalta, chiamati a ribadire la valenza della cultura classica attraverso diverse forme e colori. È quanto racchiude il manifesto etico de “La Notte nazionale del Liceo classico”, manifestazione su scala nazionale che approda quest’anno alla sua quarta edizione, in programma oggi, il 12 gennaio, in oltre 330 sedi dislocate nella Penisola. Trieste risponde all’appello e scende in campo con il liceo Petrarca in via Rossetti 74, con il Dante di via Giustiniano 3 e con il Prešeren di Strada di Guardiella 13/1.



Tre “squadre”, altrettanti allestimenti, una sola finalità: dimostrare la costante attualità della formazione umanistica, dandone prova e rilievo anche tramite l’arte e la scienza. Il tutto dipanato sul campo. Al liceo classico “Dante Alighieri” la nuova sfida viene raccolta all’interno dell’aula magna, giocando dalle 18 alle 24 con una tavolozza colorata da laboratori didattici, musica dal vivo, rappresentazioni teatrali e con il dulcis in fundo di un banchetto, anch’esso, sia chiaro, all’insegna della classicità.

Qui tuttavia è il teatro a ritagliarsi una parte essenziale nell’arco della notte, una scelta che ha dominato anche le passate edizioni e che intende tornare in scena, letteralmente, pure dopodomani grazie a “Antigone al caffè”, rappresentazione per la regia di Piero Ocello, lavoro sceneggiato da Giuliano Merola e Veronica Sincovich.

La trama? Un tavolo di un caffè e diversi liceali, qualche idea da sviluppare che si tramuta poi nella immedesimazione, tra il fantastico e il grottesco, in vari personaggi estrapolati da saghe teatrali, tra cui appunto Antigone. E poi le conferenze, danzando ancora sui classici, sino al respiro musicale e al momento di convivialità targato “Nunc et bibendum”, quasi un terzo tempo di matrice rugbistica.


Al Petrarca la notte dei classici si avvale di un copione diverso, puntando sul termine greco “Tèchne”, ovvero creatività, l’ingegno con cui creare e concepire opere e progetti. I “petrarchini” coinvolti nel disegno sono circa 500, un esercito studentesco chiamato a divulgare, anche qui dalle 18 alle 24, che la cultura classica non è solo versi e parole ma atti e comprensione, anche e soprattutto della realtà moderna. I lavori nell’aula magna del liceo Petrarca, al di là di momenti di musica, quest’anno si tingono delle relazioni di tre esperti in campi diversi: da Giuseppe Longo, docente di Teoria dell’Informazione all’Università di Trieste, atteso a una disquisizione su “I paesaggi del post umano al tempo del Bit Bang”, a Mauro Giacca, professore di Biologia molecolare all’Ateneo di Trieste e direttore dell’Icgeb, invitato per discutere su “L’Homo Biotechogicus”, e infine a Claudio Zaccaria, docente universitario di Storia romana, alle prese con “Pubblico e privato nella trasmissione e diffusione delle conoscenze tecniche nel mondo romano”.

La “Notte” si gioca quest’anno anche al Prešeren, il liceo di lingua slovena di Strada di Guardiella dove il cartellone delle iniziative parla di un programma organizzato dalle 18 alle 22 circa. Dall’affresco teatrale rievocativo in chiave brillante di varie personalità storiche e letterarie (Cicerone, Dante e lo stesso poeta dell’Ottocento France Prešeren), al workshop di video, alla parte musicale, sino allo spunto più originale: un laboratorio di cucina medievale e rinascimentale.

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